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Un inibitore selettivo della proteina chinasi potrebbe rallentare la progressione della malattia di Parkinson

Risultati brillanti nell'animale con la nuova molecola CEP-1347

Ricercatori dell'Istituto Nazionale per le Malattie Neurologiche e l'Ictus negli Stati Uniti hanno ottenuto risultati positivi in modelli della malattia di Parkinson con CEP-1347, una molecola con un meccanismo di azione innovativo. Tale meccanismo consiste nella inibizione selettiva della via della proteina chinasi attivata dallo stress, che é fondamentale per la risposta allo stress che conduce alla morte dei neuroni. Primati non umani, trattati con una neurotossina che notoriamente induce sintomi parkinsoniani mediati da danni ai neuroni che producono la dopamina nella sostanza nera, sono stati suddivisi in due gruppi, assegnati a CEP-1347 oppure ad un placebo. Il gruppo placebo ha sviluppato sintomatologia parkinsoniana dopo un periodo medio di 4.2 settimane, mentre il gruppo CEP-1347 non ha sviluppato sintomi o ha comunque presentato una sintomatologia lieve nel 75% dei casi oppure ha impiegato un periodo più lungo a svilupparli (7.5 settimane nel rimanente 25%). A sostegno di tali risultati vi é il conteggio della numerosità dei neuroni presenti nella sostanza nera, che ha mostrato che la loro riduzione era significativamente inferiore nel gruppo CEP-1347. Inoltre, studi in vitro in colture di neuroni di ratto e di origine umana hanno dimostrato che CEP-1347 é in grado di prevenire la morte cellulare indotto da neurotossine. Il produttore di CEP-1347, Cephalon, Inc. ha iniziato sperimentazioni cliniche nell'uomo.