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Vitamina D e malattia di Parkinson

Rapporto tra livelli plasmatici, genotipo recettoriale e gravità di malattia

Ricercatori giapponesi hanno studiato il possibile rapporto tra la vitamina D e la gravità della malattia di Parkinson. In particolare, hanno dosato: i livelli plasmatici di vitamina D 25-idrossilata, i livelli plasmatici di vitamina D 1,25-diidrossilata, i polimorfismi del gene che codifica per i recettori della vitamina D e per la proteina che lega la vitamina D ai recettori. Questi valori sono stati correlati con la gravità della malattia di Parkinson, valutata in base allo stadio Hoehn & Yahr ed ai punteggi sulla scala UPDRS in 137 pazienti parkinsoniani.

Ecco i risultati:

- il 49% dei pazienti ha livelli bassi di vitamina D 25-idrossilata (inferiori a 20 ng/ml). 

- livelli elevati di vitamina D sono associati a minore gravità della malattia, sia in base allo stadio Hoehn & Yahr (p=0.002) che al punteggio UPDRS (p=0.004).

- nessun paziente ha una deficienza di vitamina D 1,25-diidrossilata indipendente dalla gravità di malattia

- i pazienti che hanno il genotipo recettoriale FoklCC presentavano malattia più lieve (p=0.002).

 

 

Suzuki M e coll Mov Disord online 31 dicembre 2011