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Il dopamino agonista non ergolinico piribedil è efficace nella malattia di Parkinson

I risultati dello studio REGAIN

Sono stati trattati con 150-300 mg di piribedil oppure con un placebo (sostanza dall’apparenza identica, ma inerte) 405 pazienti parkinsoniani in fase iniziale per 7 mesi. Era permesso aggiungere levodopa ove necessario. Alla fine dei 7 mesi di osservazione, la percentuale di pazienti che è rimasta in monoterapia con piribedil è stata dell’83% rispetto al 60% con il placebo. Il punteggio motorio sulla scala UPDRS è migliorato di 4.9 punti con piribedil, mentre è peggiorato mediamente di 2.6 punti con il placebo. La percentuale di pazienti con un miglioramento pari o superiore al 30% è stato del 42% con piribedil rispetto al 14% con il placebo. Effetti collaterali di tipo gastrointestinale sono stati segnalati dal 22% dei pazienti trattati con piribedil rispetto al 14% di quelli trattati con il placebo. Piribedil non è approvato per il trattamento della malattia di Parkinson in Italia, mentre lo è in alcuni altri paesi europei. In Italia è disponibile sotto forma di confetti da 20 mg (Trivastan), approvati per la terapia di disturbi circolatori di vario tipo.

Rascol O et al Mov Disord 2006; 21: 2110-2115