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INFORMATIVA RESA AI SENSI DELL’ART.13, D.LGS. 196/2003
CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DI DATI PERSONALI


PREMESSE

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Il "Responsabile" del Trattamento è la Signora Ileana Sconfietti, c/o Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson, via Zuretti n.35, 20125 – Milano.
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Il TCH-346 potrebbe rallentare o bloccare la progressione della malattia

Il farmaco blocca il suicidio programmato dei neuroni. E' provato anche in Italia

Il nuovo farmaco (per ora ha solamente una sigla TCH 346) ha infatti documentato, nelle fasi preliminari della sperimentazione sia in vitro che sull’animale da esperimento, di contrastare il processo di “suicidio programmato”, in termini tecnici apoptosi, a livello delle cellule nervose di varie aree cerebrali. La morte cellulare precoce delle cellule della sostanza nera (neuroni dopaminergici) comporta, nell’uomo, lo svilupparsi della malattia di Parkinson. Questo composto interferisce con un enzima che in recenti studi è stato documentato essere implicato nel meccanismo di “morte cellulare programmata”. Gli studi preclinici hanno evidenziato come la somministrazione di questo farmaco prevenga la morte nel topo e nella scimmia dei neuroni dopaminergici indotta da un tossico in grado di determinare la comparsa di un parkinsonismo. Dopo questi entusiasmanti risultati e sulla base della documentazione prodotta, le autorità sanitarie competenti nazionali ed internazionali hanno dato il permesso di avviare la sperimentazione sull’uomo che si concluderà, se i risultati saranno positivi, con l’immissione sul mercato del preparato, a disposizione quindi di tutti i medici che ritenessero di prescriverlo ai loro pazienti. Le fasi preliminari sull’uomo sono già concluse, sia volontari sani che persone affette dalla malattia, ed il farmaco è ora a disposizione dei neurologi parkinsonologi dei più importanti centri italiani, europei e nordamericani, che lo prescriveranno, seguendo un severo protocollo che tutela la sicurezza del paziente, a quei pazienti affetti da malattia di Parkinson che desiderino utilizzare un farmaco potenzialmente neuroprotettivo e che rientrino nei criteri di inclusione. L’importanza di questo studio sta da una parte nella quantità e rilevanza internazionale dei Centri partecipanti, e soprattutto nel fatto che, per la prima volta, si sta sviluppando un farmaco efficace nel ritardare l’evoluzione della sintomatologia, un farmaco cioè protettivo, e non sintomatico, come praticamente la totalità dei farmaci attualmente sul mercato per la cura della Malattia di Parkinson, eccetto che per alcune evidenze riguardo ai dopaminoagonisti. E’ previsto l’arruolamento, entro il 22 di luglio, di un totale di 300 pazienti in tutto il mondo, di cui 40 in Italia. Chi volesse avere ulteriori notizie sui Centri italiani cui rivolgersi può mettersi in contatto con l’Associazione Italiana Parkinsoniani allo 02-66713111.