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La sindrome da sospensione di dopamino agonista

Associato a terapie più lunghe, dosaggi più alti e punteggio UPDRS più basso

Ricercatori americani hanno esaminato retrospettivamente i dati relativi a 26 pazienti parkinsoniani arruolati in una sperimentazione clinica che hanno sospeso un dopamino agonista. Cinque di loro hanno sviluppato una sindrome da sospensione, caratterizzata da ansia, attacchi di panico, depressione, agorafobia (paura degli spazi aperti), sudorazione, affaticamento, dolore, ipotensione ortostatica (caduta della pressione quando ci si alza in piedi) e desiderio del medicinale. Hanno osservato che i 5 pazienti in cui si è sviluppata la sindrome da sospensione assumevano dosaggi più elevati (equivalenti in media a 420 mg di levodopa rispetto a 230 mg), erano stati esposti per più tempo (mediamente 2,5 volte più lungo) e presentavano punteggi UPDRS più bassi (in media 21 rispetto a 31) rispetto ai 21 pazienti che non avevano presentato il problema.

Rabinak & Nirenberg Arch Neurol 2010; 67: 58-63