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Parkinsoniano chiede risarcimento alla ASL per perdite al gioco

Persi 300.000 euro in 3 anni

Ad un commerciante sulla cinquantina è stato prescritto il dopamino agonista pramipexolo come trattamento per la malattia di Parkinson presso la ASL di Viareggio in Toscana. Il paziente afferma che dopo questa prescrizione ha cominciato a giocare alle slot machine ed al poker d'azzardo, una attività mai svolta prima. Il fenomeno è aumentato sempre di più, fino a che casualmente un nipote ha letto il foglio illustrativo del farmaco ed ha avvertito lo zio, che non aveva letto il foglio per non spaventarsi di fronte alla lunga lista di possibili effetti collaterali, che la causa di tutto poteva essere il pramipexolo. Nel foglio illustrativo tra gli effetti indesiderati dalla frequenza non nota vi è "Gioco d'azzardo patologico, soprattutto quando si assumono dosi elevate"

Il paziente, che ha perso una somma ingente al gioco (300.000 euro in 3 anni), afferma anche che i medici non lo avevano avvertito di questo rischio e si è rivolto ai legati Giovanni Macchiarini e Paolo Pasquali di Carrara.

Non è affatto escluso che la causa delle disavventure del paziente toscano sia effettivamente stata la terapia. E' stato segnalato per la prima volta nel 2005 che la classe di farmaci a cui appartiene pramipexolo (i dopamino agonisti) può dare questo effetto collaterale, che è raro e che, con un opportuno trattamento terapeutico, può essere controllato o scomparire. Noi abbiamo dato ampio spazio al problema nel numero di ParkinsoNews del mese di maggio 2006, pubblicando "l'autobiografia di un giocatore pentito". Tra le notizie sul sito del 2007 vi sono i risultati di uno studio del prestigioso istituto di ricerca americano NINDS sul problema, che ha identificato alcuni fattori che rendono più probabile che un paziente sviluppi il problema: giovane età all'esordio, personalità che ama le novità, storia personale o familiare di alcolismo.


Fonte: TG5 31 ottobre 2008 - PD News n. 02-2006