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Anche il gene FOXO1 è coinvolto nello sviluppo della malattia di Parkinson

Studio realizzato grazie alla disponibilità di tessuti nervosi in USA

Ricercatori americani hanno effettuato un confronto tra l’espressione dei geni (quanto vengono letti e quindi espressi a livello fisico) in tessuti nervosi selezionati, donati da pazienti parkinsoniani e soggetti di controllo non malati di Parkinson. I criteri di selezione erano: sesso maschile, assenza di segni di malattia di Alzheimer in vita, buona qualità (ovvero conservazione) del tessuto, disponibilità di tessuto della corteccia prefrontale. La selezione ha permesso di ridurre al minimo i fattori confondenti. Si è deciso di esaminare il tessuto prefrontale e non la sostanza nera principalmente coinvolta nella malattia di Parkinson in modo da poter esaminare neuroni non gravemente compromessi.
Sono stati selezionati campioni di tessuto nervoso prelevato da 27 pazienti parkinsoniani e 26 soggetti sani dal punto di vista neurologico. I risultati hanno evidenziato una differenza importante tra pazienti e soggetti sani nella espressione del gene FOXO1, che regola la trascrizione genica ovvero il primo processo che porta alla espressione di un gene: il processo di lettura del codice genetico contenuto nel gene con formazione di una molecola di mRNA che uscirà dal nucleo per portare il messaggio dove vengono assemblate le proteine.
I ricercatori pensano che FOXO1 agisca in maniera protettiva, attivando l’espressione di altri geni che combattono il processo neurodegenerativo. Se questa ipotesi è corretta, si potrebbe usare FOXO1 come bersaglio per mettere a punto terapie innovative per la malattia di Parkinson.
Questo è un esempio degli studi per i quali è indispensabile disporre di donazioni alla Banca dei Tessuti Nervosi (BTN).
Fonte: Dumitriu e coll PloS Genetics online 28 giugno 2012