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Troppo presto per rinunciare al sogno della terapia a base di fattori di crescita

Messo a punto nuovo metodo per la somministrazione

È dimostrato in laboratorio che i fattori di crescita, specialmente quello derivato dalle cellule gliali (cellule nervose di supporto che sostengono quelle nervose più importanti ovvero i neuroni ) sono in grado di prolungare la sopravvivenza dei neuroni. Purtroppo, però, i risultati di sperimentazioni cliniche con i fattori di crescita sono stati deludenti, probabilmente perché non è stato possibile somministrare i fattori proprio dove servivano nel cervello.

Ora un gruppo di ricerca della Università di North Carolina ha messo a punto un metodo di ingegneria genetica per modificare un particolare tipo di globulo bianco (i macrofagi) in modo che sia in grado di produrre il fattore di crescita derivato dalle cellule gliali (GDNF). Questi globuli bianchi sono le nostre sentinelle, per cui sono in grado di uscire dal sangue e raggiungere i tessuti, tra cui anche la sostanza nera nel cervello. I ricercatori hanno verificato che questo può avvenire veramente in vivo e che i macrofagi modificati migliorano significativamente la neurodegenerazione e la infiammazione presente nella sostanza nera di topi lesionati con la tossina 6-OHDA in modo da essere resi simil-parkinsoniani. 

Questo principio è anche alla base della sperimentazione clinica sponsorizzata dalla Fondazione Grigioni con le cellule staminali mesenchimali che producono fattori di crescita: infuse nelle arterie che irrorano il cervello, si spera che le staminali raggiungano i neuroni malati e secernino i fattori di crescita dove servono

 

Fonte:  Zhao e coll PLoS One 2014 Sep 17;9(9):e106867.