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Pagina 1 di 6 Che cos'è la malattia di
Parkinson?
Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa, ad
evoluzione lenta ma progressiva, che coinvolge, principalmente, alcune funzioni
quali il controllo dei movimenti e dell'equilibrio. La malattia fa parte di un
gruppo di patologie definite "Disordini del Movimento" e tra queste è la più
frequente. I sintomi del Parkinson sono forse noti da migliaia di anni: una
prima descrizione sarebbe stata trovata in uno scritto di medicina indiana
risalente al 5.000 A.C. ed un'altra in un documento cinese risalente a 2.500
anni fa. Il nome è legato però a James Parkinson, un farmacista chirurgo
londinese del XIX secolo, che per primo descrisse gran parte dei sintomi della
malattia in un famoso libretto, il "Trattato sulla paralisi agitante". Di Parkinson,
deceduto nel 1824, non esistono né ritratti né ovviamente fotografie.
La malattia è presente in tutto il mondo ed in
tutti i gruppi etnici. Si riscontra in entrambi i sessi, con una lieve
prevalenza, forse, in quello maschile. L'età media di esordio è intorno ai 58-60
anni, ma circa il 5 % dei pazienti può presentare un esordio giovanile tra i 21
ed i 40 anni. Prima dei 20 anni è estremamente rara. Sopra i 60 anni colpisce
1-2% della popolazione, mentre la percentuale sale al 3-5% quando l'età è
superiore agli 85.
Le strutture coinvolte
nella malattia di Parkinson
Le strutture coinvolte
nella malattia di Parkinson si trovano in aree
profonde del cervello, note come gangli della base (nuclei caudato, putamen e
pallido), che partecipano alla corretta esecuzione dei movimenti (ma non solo).
La malattia di Parkinson si manifesta quando la produzione di dopamina nel
cervello cala consistentemente. I livelli ridotti di dopamina sono dovuti alla
degenerazione di neuroni, in un'area chiamata Sostanza Nera (la perdita
cellulare è di oltre il 60% all'esordio dei sintomi). Dal midollo al cervello
cominciano a comparire anche accumuli di una proteina chiamata alfa-sinucleina.
Forse è proprio questa proteina che diffonde la malattia in tutto il cervello.
La durata della fase preclinica (periodo di tempo che intercorre tra l'inizio
della degenerazione neuronale e l'esordio dei sintomi motori) non è nota, ma
alcuni studi la datano intorno a 5 anni.
Quali sono le cause della
malattia di Parkinson?
Le
cause non sono ancora note. Sembra che vi siano molteplici elementi che
concorrono al suo sviluppo. Questi fattori sono principalmente:
Genetici: alcune mutazioni note sono associate alla
malattia di Parkinson. Tra i geni individuati quelli più importanti sono:
alfa-sinucleina (PARK 1/PARK 4), parkina (PARK-2), PINK1 (PARK-6), DJ-1
(PARK-7), LRRK2 (PARK-8) e la glucocerebrosidasi GBA.
Circa il 20% dei pazienti presenta una storia
familiare positiva per la malattia. Si stima che i familiari di persone affette
da malattia di Parkinson presentino, rispetto alla popolazione generale, un rischio di sviluppare la patologia lievemente superiore.
Fattori tossici,
esposizione lavorativa: il rischio di malattia
aumenta con l'esposizione a tossine quali alcuni pesticidi (per esempio il Paraquat)
o idrocarburi-solventi (per esempio la trielina) e in alcune professioni (come
quella di saldatore) che espongono i lavoratori a metalli pesanti (ferro,
zinco, rame). L'esposizione al fumo di sigaretta riduce probabilmente la comparsa
di malattia di Parkinson. Il fumo sembra essere cioè un fattore protettivo.
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