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E se il difetto fosse nella membrana nucleare?

Scoperta con le cellule staminali indotte di pazienti parkinsoniani

Il nucleo delle cellule contiene il DNA, il nostro codice genetico, e può essere considerato la stazione di controllo delle cellule. Essa è delimitata da una membrana porosa che permette di trasferire i messaggi dal nucleo ad altre parti della cellule che devono eseguire gli ordini.

Sono state riprogrammate tramite ingegneria genetica (la tecnica a cui è stato assegnato il premio Nobel per la medicina quest'anno) cellule mature di pazienti parkinsoniani portatori della mutazione G20190S a carico del gene LRRK2, notoriamente associato alla malattia di Parkinson (gene PARK8). Sono state così indotte a tornare ad essere cellule staminali e poi a trasformarsi in neuroni. È stato osservato che i neuroni generati presentavano difetti della membrana nucleare che aumentavano progressivamente con l'età della cellula, finchè i nuclei diventavano deformi e non più in grado di proliferare e maturare. I ricercatori hanno provato a correggere il difetto genetico (la mutazione) a carico del gene LRRK2 prima di indurre la trasformazione e le cellule si sono trasformate in neuroni normali, senza difetti a carico della membrana nucleare.

Infine, i ricercatori sono ricorsi ai tessuti di una banca dei tessuti nervosi per verificare la loro ipotesi relativa al difetto della membrana neuronale. Hanno confrontato neuroni di tessuti donati da pazienti parkinsoniani e da controlli sani ed hanno constatato che i neuroni dei pazienti presentavano una elevata percentuale di nuclei deformi simili a quelli osservati nelle prime fasi della ricerca

 

Liu e coll Nature online 17 ottobre 2012