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Gli ultimi sviluppi nel campo delle ricerche sulle cause della malattia di Parkinson

Studi recenti hanno chiarito alcuni meccanismi alla base delle degenerazione dei neuroni dopaminergici

La compromissione della funzionalità motoria che caratterizza la malattia di Parkinson è la conseguenza di un processo neurodegenerativo che conduce alla morte delle cellule nervose (neuroni) ubicati nella sostanza nera nel sistema nervoso centrale. I fattori che scatenano il processo neurodegenerativo non sono stati stabiliti; tra i fattori che contribuiscono al processo vi sono alcuni geni e l’esposizione ad alcune tossine ambientali. Tra i meccanismi alla base del processo sono stati proposti lo stress ossidativo e svariate disfunzioni dei mitocondri (gli organuli cellulari responsabili per la produzione di energia). Nell’ultimo decennio è stato scoperto un gene responsabile per una forma ereditaria di malattia di Parkinson che codifica la proteina alfa-sinucleina, una importante componente delle vescicole che trasportano neurotrasmettori a livelli delle sinapsi (connessioni tra i neuroni). Sono state anche identificate altre forme ereditarie della malattia determinate da mutazioni delle proteine parkina ed ubiquitina idrossilasi, che partecipano alla via ubiquitina proteasoma deputata alla degradazione di proteine indesiderate. Gli Autori di una recente recensione sulle cause della malattia di Parkinson ritengono che le svariate cause scatenanti della malattia di Parkinson di origine genetica ed ambientale esplicano il loro effetto negativo tramite lo stesso meccanismo letale ovvero un incremento dei livelli di dopamina citoplasmatica nei neuroni ubicati nella sostanza nera. Mutazioni a carico del gene che codifica la alfa-sinucleina potrebbero compromettere la funzionalità delle vescicole che immagazzinano la dopamina con consequente accumulo citoplasmatico di quest’ultima, che verrebbe maggiormente ossidata, con formazione di radicali di ossigeno reattivi che danneggiano ed uccidono le cellule. Studi recenti hanno rivelato che una mutazione della alfa-sinucleina in una linea di cellule dopaminergiche di origine umana aumenta i livelli di dopamina citoplasmatica e che tale aumento è associato ad un incremento della produzione di radicali di superossido. Lo stresso ossidativo indotto dalla dopamina, la compromissione funzionale delle vescicole sinaptiche ed alterazioni nel ripiegamento della alfa-sinucleina potrebbero essere i componenti di un ciclo vizioso che conduce alla morte delle cellule dopaminergiche.

Lotharius J, Brundin P Nat Rev Neurosci 2002; 3: 932-942