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La potenza del placebo nel Parkinson

Chi crede, ma non è sicuro di ricevere (e non riceve) levodopa produce più dopamina lo stesso

Ricercatori canadesi hanno suddiviso 35 pazienti con malattia di Parkinson da lieve a moderata in 4 gruppi. A tutti è stato somministrato un placebo (pillola di zucchero senza alcun principio attivo), ma a loro è stato detto che non si sapeva se era placebo oppure levodopa. I 4 gruppi differivano solo per una affermazione del ricercatore che affermava che il grado di probabilità che la pillola contenesse levodopa era del 25%, 50%, 75% o 100%. Dopo l'assunzione della pillola placebo, i pazienti sono stati sottoposti ad una indagine per la generazione di neuroimmagini con un tracciante radioattivo (PET con 11Craclopride) che evidenzia il rilascio di dopamina nei gangli della base del cervello, nonché ad un esame neurologico per valutare cambiamenti della funzione motoria.

È stato osservato un aumento significativo del rilascio di dopamina, nonché un miglioramento significativo della funzione motoria solo nel gruppo che pensava di avere il 75% di probabilità di ricevere levodopa. Inoltre, il rilascio di dopamina dopo placebo era strettamente correlato al rilascio di dopamina dopo assunzione di levodopa vera e propria.

Gli autori sottolineano che questo risultato ha implicazioni importanti per le sperimentazioni cliniche nella malattia di Parkinson.

Lidstone SC e coll Arch Gen Psychiatry 2010; 67: 857-865