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Nuovo tipo di cellule staminali indotte funziona nel ratto


cellule.jpgPrimo studio di confronto tra diversi tipi di cellule staminali indotte

Risale al 2006 l'annuncio da parte di un gruppo di ricerca giapponese, che era riusciti a "ringiovanire" cellule della pelle di persone adulte, facendole tornare ad essere cellule staminali pluripotenti che potevano trasformarsi in qualsiasi altro tipo di cellula, cellule nervose comprese. Tali cellule sono state chiamate cellule staminali "indotte". L'iniziale entusiasmo è stato ridimensionato dalla constatazione che vi era il rischio che queste cellule potessero proliferare in maniera incontrollata, dando origine a tumori.

Ora, per la prima volta, ricercatori coreani, in collaborazione con ricercatori americani, hanno confrontato diversi tipi di cellule staminali indotte, che differivano per il modo in cui erano state indotte a ringiovanire: introduzione di una serie di geni tramite portatori virali di diverso tipo (lentivirus oppure retrovirus) oppure tramite portatori proteici.

Dopo la trasformazione in cellule precursori delle cellule nervose edin neuroni dopaminergici, hanno stabilito che le cellule indotte tramite lentivirus presentavano disfunzioni genetiche che potevano dare origine a tumori, mentre questo fenomeno era completamente assente nellecellule indotte tramite retrovirus e proteine. Inoltre, sia le cellulestaminali indotte tramite lentivirus che quelle indotte tramite retrovirus si moltiplicavano poco (quelle indotte tramite lentivirus si sono riprodotte solo 2-4 volte, quelle indotte tramite retrovirus solo 3-4 volte) e presentavano segni di invecchiamento precoce, mentre questonon è avvenuto con le cellule staminali indotte tramite portatori proteici, che si sono riprodotte per 8 volte e più senza presentare segni di invecchiamento.

Per questo motivo sono state scelte le cellule nervose dopaminergichederivate da cellule staminali indotte tramite portatori proteici per curare ratti lesionati con la tossina 6-idrossidopamina, che presentano deficit motori simili a quelli osservati nella malattia di Parkinson nell'uomo. Dopo il trapianto nello striato del ratto in una soluzione aconcentrazione cellulare molto elevata, i sintomi motori sono migliorati notevolmente (in media -86,5%), ma 3 su 12 animali trapiantati hanno sviluppato tumori e sono morti. Dopo il trapianto in una soluzione meno concentrata i sintomi si sono dimezzati e non è stataosservato alcun segno di formazione tumorale. I ricercatori pensano che i tumori osservati nell'altro gruppo fossero dovuti al trapianto accidentale di cellule non ancora differenziate assieme ai neuroni dopaminergici.

Gli autori concludono che le cellule staminali indotte tramite portatori proteici sono promettenti per la messa a punto di una terapia per pazienti affetti da malattia di Parkinson.

Rhee YH et al J Clin Invest online 16 May 2011