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Riduzione dell’olfatto nella malattia di Parkinson

I pazienti parkinsoniani avrebero difficolta' ad aspirare con il naso

Milioni di pazienti parkinsoniani devono imparare a "sniffare" ovvero ad aspirare con il naso, secondo uno studio sulla riduzione dell’olfatto nella malattia di Parkinson. E’ noto da molto tempo che i pazienti parkinsoniani presentano una riduzione dell’olfatto, che, tra altre cose, rende meno appetibile il cibo e promuove una scarsa nutrizione. Gli esperti credevano che questo fenomeno fosse il risultato della perdita di neuroni nel sistema che il corpo usa per distinguere gli odori – il sistema olfattorio. Tuttavia ricercatori appartenenti a diverse Università della California hanno affermato che la causa principale del problema è che i pazienti parkinsoniani non aspirano sufficientemente con il naso, ovvero non aspirano abbastanza aria con una pressione sufficiente per distinguere gli odori. Hanno scoperto anche che il difetto viene corretto almeno in parte quando si chiede al paziente di aspirare bene. "Ci si rende conto di quanto sia importante per il proprio benessere il senso dell’olfatto solo quando lo si perde "ha affermato il ricercatore principale Noam Sobel dell’Istituto di Neuroscienze Helen Wills presso la Università di California a Berkeley. "Gli odori costituiscono una componente molto importante della vita emotiva e del contenuto emotivo del mondo" Sobel, il cui studio è stato pubblicato negli Atti della Accademia Nazionale delle Scienze, ha affermato che vi sono anche alcuni problemi di ordine pratico quando manca l’olfatto, quali "la perdita di segnali di allarme molto importanti di fronte a tutta una serie di pericoli – come il fumo, i gas e cibo avariato" I ricercatori hanno usato diversi metodi, come i test "gratta ed annusa" e maschere nasali per stabilire quanto bene erano in grado di aspirare con il naso 20 pazienti parkinsoniani rispetto a 20 persone sane. Hanno stabilito che la capacità di aspirare con il naso è indispensabile per l’olfatto – tanto meno un paziente aspirava e tanno peggio erano i risultati dei test dell’olfatto. L’aspirazione con il naso non solo trasporta l’odore fino in alto nel naso, ma attiva i neuroni del sistema olfattorio. Sobel ha raccontato che quando veniva chiesto ad un paziente parkinsoniano di annusare qualcosa, alzava l’oggetto fino al naso, ma non aspirava. "Naturalmente, vi sono due opzioni" ha detto Sobel. " E’possibile che non sono in grado di aspirare o semplicemente che non sono portati a farlo. E noi abbiamo scoperto che è vera la seconda ipotesi. Pertanto, basta far notare al paziente parkinsoniano che non aspira e lo farà, con buoni risultati, anche se l’olfatto non viene ripristinato completamente. "Una delle implicazioni di grande interesse è che siamo riusciti a risolvere il deficit funzionale almeno parzialmente. Pertanto si potrebbe insegnare al paziente parkinsoniano ad aspirare con il naso e migliorare così l’olfatto – e noi lo abbiamo fatto. Il problema ora è di stabilire se il deficit è reversibile nel lungo termine"