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Ancora interesse sull'estratto di papaya e sul glutatione suggeriti al papa da Montagnier

Il virologo francese interrogato da noi e dal TG4 conferma l'intervista a le Monde di quest'estate

Negli ultimi sei mesi Luc Montagnier sta rilasciando interviste sull'efficacia della papaya fermentata nelle malattie in cui vi sia un danno da iperossidazione. Il Parkinson e'una di queste. Per completare l'informazione su questo argomento viene proposto di seguito un recente editoriale del Prof. Pezzoli al Corriere della Salute.
Pazienti parkinsoniani di ogni parte del mondo si interrogano, da alcune settimane, su una “miracolosa terapia” che il virologo francese Luc Montagner avrebbe consigliato al papa in un’ udienza di fine agosto e che avrebbe riportato il Santo Padre in buona forma dopo le vacanze. Estratto di papaya asiatica e glutatione Il papa e’ visibilmente affetto da parkinson, malattia che e’ stata confermata sommessamente dalla santa sede, che ha parlato di tremori extrapiramidali, ma anche di artrosi, la malattia degenerativa della articolazioni che affligge molte persone specie anziane. Montagnier che nel 1983 ha isolato il virus dell’ AIDS ha suggerito un trattamento antiossidante che contrasta con l’eccesso di formazione e i danni provocati dai cosidetti radicali liberi. I radicali liberi che sono presenti naturalmente nel nostro corpo sono prodotti in eccesso in condizioni che potremmo genericamente definire di stress. Le terapie proposte non sono particolarmente nuove, ma hanno dimostrato la loro efficacia anche in patologie infettive come l’AIDS sostenedo per cosi’ dire le difese del nostro organismo. L’estratto di papaya che e’ in libera vendita un po’ in tutto il mondo ha dimostrato una moderata efficacia in alcune condizioni morbose e in svariate condizioni sperimentali dove vi siano radicali liberi in eccesso. Il glutatione o i suoi precursori, il piu’ conosciuto dei quali e’ probabilmente la NAC (n-acetil-cisteina) sono venduti in farmacia in Italia da piu’ di trent’anni. Vengono usati come antitossici ad esempio nelle intossicazioni alcoliche avvelenamenti da funghi, o come mucolititi. Le aree cerebrali coinvolte nella malattia di Parkinson si impoveriscono di glutatione molto precocemete ancora prima che le cellule nervose muoiano. Il glutatione e presente anche nel cervello come in molti altri organi del nostro corpo come difesa naturale. Logico quindi pensare di somministrare ai pazienti questa sotanza. Se non che purtroppo la struttura molecolare di questi composti non consente loro di attraversare la barriera che esiste fra sangue e cervello. Limitati studi e non molto rigorosi sono stati condotti in passato nel parkinson e nei parkinsonismi. Dopo lunghi trattamenti, utilizzando per lo piu’ la via endovenosa, si sono osservati effetti positivi sulla vigilanza, il paziente cioe’ mostrava una maggiore attenzione e reattivita’ all’ambiente circostante. Noi in alcuni casi di parkinsonismo tipo Atrofia Multistemica abbiamo osservato un consistente miglioramento del tono e volume di voce fortemente ridotto dalla malattia. Questi benefici si sono dimostrati per altro transitori. Oggi sotto la pressione di molte associazioni di pazienti, specie americane, si cerca di porre nuovamente all’attenzione l’importanza di questi composti per chiarire definitivamente se possano giocare un ruolo favorevole in alcune delle patologie neurodegenerative umane. E se eventualmente occorra studiare formulazioni che entrino significativamente nel cervello. Per cio’ che riguarda il papa noi suggeriamo che il miglioramento delle condizioni generali osservato dopo le vacanze possa per ora essere piu’ legato al riposo piuttosto che a farmaci che non sappiamo neppure se sono stati assunti