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L'approccio multidisciplinare alla malattia di Parkinson

Dr. Frazzitta Dr. MeleAtti del 37° Convegno Nazionale AIP – Milano, 6 giugno 2015

La malattia di Parkinson è una patologia molto complessa che presenta molti aspetti non prettamente neurologici e l'unico modo di affrontarli correttamente è di ricorrere ad una serie di specialisti in maniera flessibile a seconda delle problematiche che presenta il singolo malato. 

Il Prof. Pezzoli ricorda come in passato la gestione del paziente da parte del solo neurologo presentava degli aspetti limitanti. L'Ing. Ausenda, il primo Presidente della Associazione Italiana Parkinsoniani AIP, che era lui stesso un paziente, ha sentito fortemente il bisogno di partecipare alla creazione della associazione perché mancavano le informazioni e per molti problemi non sapeva a chi rivolgersi. La creazione di un centro impostato sull'approccio multidisciplinare è stata la soluzione. In sintesi, i cardini della impostazione multidisciplinare sono i seguenti:

- innanzitutto una diagnosi corretta, che richiede sia un esame neurologico approfondito da parte di un neurologo con esperienza di disturbi del movimento che la consultazione di un reparto di Medicina Nucleare dove hanno esperienza nella acquisizione di neuroimmagini diagnostiche tramite SPECT con il tracciante  DAT Scan, nonché l'esecuzione di una risonanza magnetica del cervello per escludere altre patologie

- La terapia antiparkinson fondamentale comprende

·         La terapia farmacologica prescritta dal neurologo

·         La dietoterapia impostata dalla nutrizionista (ottimizzazione dell’assorbimento della levodopa, prevenzione di stipsi, ecc)

·         La fisioterapia impostata da personale sanitario con esperienza di Parkinson

·         La psicoterapia per aiutare il malato e la famiglia ad affrontare la malattia in maniera corretta

Il Dr. Frazzitta, che è il Direttore della Neuroriabilitazione presso l'Ospedale Moriggia Pelascini a Gravedona, dove ha più di 100 letti di cui la metà circa dedicati alla riabilitazione dei pazienti parkinsoniani, ha riferito di avere discusso l'impostazione del centro per la gestione della malattia di Parkinson con eminenti esperti di altre parti del mondo e di avere avuto da loro la conferma della necessità dell’approccio multidisciplinare alla malattia. Tra essi si annoverano:

-       il  famoso neurologo australiano Robert Iansek, che ha messo a punto la tecnica dei cues: delle strisce per terra da superare per risolvere il freezing (il fenomeno per cui ha delle crisi durante i quali sente come se i piedi fossero incollati al pavimento e non riesce a camminare).  

-       Il progetto Olandese di Parkinson-net, i cui fondatori Bloem e Munneke sono stati recentemente invitati negli Stati Uniti per insegnare questi tipo di impostazione

-       il Prof. Giladi di Tel Aviv presso il cui centro il paziente viene accolto da un medico che effettua la raccolta della storia del paziente e poi fissa una serie di appuntamenti con vari specialisti a seconda delle problematiche del paziente. Uno specialista incluso nel gruppo che in Italia non c’è è il sessuologo.

Il Prof. Pezzoli spiega che in futuro questo approccio verrà adottato da tutti i centri.

Alcuni, come quello diretto dal Prof. Albanese presso l'Humanitas, sentono il bisogno di avere tutti i servizi presso il centro, ma questo non è affatto necessario e può anche essere controproducente, perché non è detto che gli specialisti migliori siano tutti disponibili in loco. L'impostazione seguita dal Centro Parkinson ICP è di avere collaborazioni con tutti i centri specializzati che servono, scegliendo i migliori, in modo da creare una rete di eccellenze. 

 

Domande da parte del pubblico

 

Segue un intervento da parte di un paziente che testimonia i benefici che ha avuto  a Gravedona e ricorda come uno degli strumenti a disposizione è l'esoscheletro. Peccato che poi, tornato a casa, non si è impegnato sufficientemente, ed i benefici non sono durati nel lungo termine.