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Delude il coenzima Q10 a dosaggi elevati

Non rallenta la progressione della malattia di Parkinson

È stato effettuato uno studio multicentrico presso 67 centri in Nord America in 600 soggetti aventi un'età media di 62,5 anni, 66% maschi, una diagnosi di malattia di Parkinson negli ultimi 5 anni, non in terapia dopaminergica e per cui questa terapia non era pianificata nei 3 mesi successivi; il punteggio UPDRS totale al basale era in media 22.7. I partecipanti sono stati assegnati casualmente (randomizzati) a coenzima Q10 1200 mg al giorno, coenzima Q10 2400 mg al giorno oppure placebo (una terapia dall'aspetto identico, ma in realtà senza coenzima Q10 in condizioni di doppia cecità, ovvero né i pazienti, né i ricercatori sapevano chi era assegnato a che cosa). Tutti i partecipanti hanno ricevuto anche 1200 UI al giorno di vitamina E. I pazienti sono stati seguiti per 16 mesi oppure fino a quando si manifestava una disabilità che richiedeva terapia dopaminergica. Complessivamente, 267 pazienti hanno avuto bisogno di terapia dopaminergica: 94 nel gruppo placebo, 87 nel gruppo trattato con coenzima Q10 1200 mg al giorno, 86 nel gruppo trattato con coenzima Q10 2400 mg al giorno. I pazienti che si sono ritirati sono stati rispettivamente 29, 19 e 17. Il peggioramento medio del punteggio totale UPDRS è stato rispettivamente di 6,9, 7,5 e 8,0. Non vi sono stati problemi con la sicurezza.

Gli autori hanno concluso che il coenzima Q10 è ben tollerato, ma non ha dimostrato di essere efficace nel rallentare la progressione della malattia di Parkinson.

 

Fonte: The Parkinson Study Group QE3  JAMA Neurol 24 marzo 2014 online