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Il caffè e la caffeina proteggono parzialmente dalla malattia di Parkinson

L’esito di una ricerca effettuata su 8000 soggetti giapponesi/americani seguiti per 27 anni a Honolulu

Nell’ambito di un programma di prevenzione cardiovascolare a Honolulu è stato valutato il consumo di caffè e di caffeina su 8004 persone. Questi individui che sono di razza giapponese/americana e hanno oggi un'età fra i 45 e 68 anni sono stati seguiti per un periodo medio di 27 anni. Durante questo periodo 102 soggetti hanno sviluppato la malattia di Parkinson. Più alto era il consumo di caffè più bassa la probabilità di sviluppare la malattia: l’incidenza era di 10.4 per 10.000 anni-uomo nei non bevitori rispetto a 1.9 per 10.000 anni-uomo nei soggetti che bevevano almeno 900 g al giorno (si tratta di caffè americano che si beve in tazza grande, preparato con una macchina completamente diversa dalla moka, non è quindi caffè espresso). La stessa osservazione è stata fatta anche con il consumo giornaliero di caffeina con la dieta. La correlazione tra consumo di caffè e di caffeina e malattia di Parkinson non era invece influenzata dal fumo di sigaretta oppure dall’ingestione del latte e dello zucchero, assunti con il caffè.

Ross GW, Abbott RD, Petrovitch H et al. JAMA 2000; 283 (20); 2674-2679