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L'esposizione cronica al rotenone determina la comparsa di una sintomatologia simil-parkinsoniana

Questo pesticida di provenienza naturale può indurre una importante sindrome parkinsoniana nel ratto (ma probabilmente anche nell'uomo)

Un pesticida di uso comune, il rotenone, inibisce lo stesso enzima mitocondriale, chiamato complesso I, che viene bloccato dal MPTP (questa ultima sostanza aveva già dimostrato di poter indurre parkinsonismi in tossicodipendenti che lo utilzzavano già alla fine degli anni 70). Un trattamento con basse dosi di questo insetticida, per parecchie settimane determina una graduale degenerazione dei neuroni dopaminergici, con formazione di strutture intracellulari che somigliano molto ai corpi di Lewy ( quelle formazioni tondeggianti intracellulari tipiche della malattia di Parkinson).
Una ipotesi da valutare è che il meccanismo di azione del rotenone e di altre tossine ambientali consista nella induzione della produzione di radicali liberi da parte dei mitocondri, con conseguente danno ossidativo delle cellule dopaminergiche.
Questo modello animale di malattia di Parkinson si aggiunge a quelli esistenti e può fornire interessanti indicazione sul perchè si sviluppa questa degenerazione specifica simile al parkinson. Il rotenone è stato utlizzato comme insetticida per uccidere i parassiti della mela e viene in taluni paesi utilizzato per pulire le vasche da itticoltura. Noi consigliamo di toglierlo dal commercio o permetterne uso e vendita solo a persone autozizzate. Attualmente lo potete acquistare su internet a quintali. (GP)

Betarbet R et al - Nat Neurosci - 2000; 3: 1301-6