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Minori complicazioni dopaminergiche nel medio termine con terapia iniziale a base di pramipexolo invece che a base di levodopa

Meno discinesie, meno fluttuazioni e meno “wearing off” nelle fasi iniziali della malattia di Parkinson, ma anche minore efficacia

E’ stata effettuata negli Stati Uniti ed in Canada una sperimentazione clinica multicentrica randomizzata in doppio cieco in 301 pazienti con malattia di Parkinson in fase iniziale allo scopo di confrontare una terapia iniziale a base di pramipexolo (0.5 mg 3 volte al giorno) con una terapia iniziale a base di carbidopa/levodopa (25/100 3 volte al giorno). Erano permessi incrementi posologici durante le prime 10 settimane di terapia; in seguito i ricercatori potevano aggiungere levodopa in aperto per controllare una eventuale sintomatologia residua o emergente. Dopo 2 anni di trattamento il fenomeno di “wearing off”, le discinesie e le fluttuazioni motorie nel gruppo pramipexolo era significativamente meno frequenti che nel gruppo levodopa (28% rispetto al 51%). Il miglioramento medio del punteggio UPDRS rispetto al valore basale era più elevato nel gruppo levodopa (9.2 rispetto a 4.5 punti). La sonnolenza era più frequente nel gruppo pramipexolo durante il periodo di incremento posologico (32.4% rispetto al 17.3%).
Nel sottogruppo di 78 pazienti in cui è stato eseguita la SPECT con il tracciante beta-CIT la riduzione della captazione era sovrapponibile nei due gruppi di trattamento (pramipexolo: 20%; levodopa: 24.8%).

JAMA 2000; 284 (15): 1931-1938