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Risonanza magnetica 3T per la diagnosi di malattia di Parkinson iniziale

Secondo ricercatori americani la metodica DTI permette una diagnosi certa

Ricercatori della Università di Illinois a Chicago hanno sottoposto alla risonanza magnetica, usando un macchinario di nuova generazione che induce un campo magnetico più potente (3 Tesla invece di 1.5 o 2 Tesla), 14 pazienti con malattia di Parkinson in fase iniziale, che non erano mai stati trattati farmacologicamente, e 14 soggetti sani di pari età e sesso. Hanno esaminato immagini di tre parti della sostanza nera (superiore, ventrolaterale e inferiore) tramite una tecnica particolare , detta DTI, che permette di stabilire quanto è asimmetrica la distribuzione delle molecole d'acqua in un tessuto (valore FA).

Hanno stabilito che FA era significativamente più basso nella sostanza nera dei pazienti rispetto ai controlli sani; la differenza era particolarmente marcata nella parte inferiore.

La metodica ha permesso di distinguere i pazienti dai controlli nel 100% dei casi.

Vaillancourt e coll Neurology 2009; 72: 1378-1384