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Scienziati scoprono come “spegnere” cellule embrionali trapiantate

L’uso delle cellule nervose embrionali per trattare la malattia di Parkinson potrebbe essere ripreso in seguito ad una tecnica messa a punto da scienziati inglesi

La ricerca sul trapianto di cellule embrionali aveva di recente subito una battuta d’arresto in seguito alla ammissione da parte di medici americani che 5 pazienti trapiantati avevano sviluppato effetti collaterali gravi ed incontrollabili, che comprendevano movimenti a scatto ed ondulanti della testa e delle braccia. Gli effetti erano irreversibili in quanto i medici non erano in grado di distruggere le cellule trapiantate.
Tuttavia, il Dottor George Foster della Università di Cardiff ed il Dottor Bradley Stringer della Università di Sheffield hanno scoperto come inserire un gene che rende le cellule sensibili ad un antibiotico di uso consolidato, la cui somministrazione le può distruggere se il trapianto va male. La causa degli effetti collaterali riportati nello studio americano non è ancora stata chiarita; potrebbe trattasi di iperattività, di un impianto in sede impropria oppure potrebbe esserci un altro motivo. I neurologi inglesi affermano che l’intervento può avere successo e che il problema era che gli americani hanno usato una tecnica inappropriata.