Aumento della frequenza della necessità di urinare

Un sintomo non motorio riferito di frequente dai pazienti parkinsoniani
è l’aumento della frequenza della necessità di urinare: questo problema è
dovuto alla malattia, ai medicinali che si prendono per la malattia oppure il
Parkinson non c’entra per nulla ?

Risponde la Dr Anna Zecchinelli, Neurologo che lavora
presso il Centro Parkinson ICP a Milano:


Vi sono molte manifestazioni della malattia di Parkinson che vengono
catalogate come sintomi non motori. E’ un argomento assai dibattuto nella
comunità scientifica perché ci si è resi conto, curando i pazienti
parkinsoniani ed ascoltando quello che hanno da dire, che oltre al disturbo del
movimento, ci possono essere anche altri sintomi che sono in qualche modo
correlati alla malattia.

Nello specifico, riguardo alla funzione della vescica, la risposta è sì,
spesso i sintomi vescicali sono riconducibili alla malattia; bisogna
naturalmente in ogni caso escludere patologie concomitanti. Nell’uomo, ad
esempio, l’ipertrofia prostatica (ingrossamento della prostata) può causare
questo tipo di sintomo; nella donna, dopo la menopausa la vescica diventa
meno elastica, specie se ha avuto tanti parti ed i tessuti hanno ceduto un po’,
e questo giustifica un aumento della frequenza nell’urinare. Come si manifesta
il disturbo? In determinati momenti la persona avverte lo stimolo ad urinare
anche se la vescica non è piena, e questa disfunzione si chiama instabilità del
muscolo detrusore vescicale, che si contrae indipendentemente dallo stato di
replezione vescicale. Spiego il meccanismo: la vescica urinaria è
sostanzialmente è un sacchetto; quando è piena comunica la situazione al
cervello che mette in moto il muscolo detrusore, che avvolge a spirale la
vescica, ed è necessario per il suo svuotamento.

Una volta escluse cause diverse dall’instabilità del detrusore, esistono
dei trattamenti di tipo farmacologico che possono migliorare questo fastidioso
e limitante sintomo che può impedire il riposo notturno o la mobilità durante
il giorno. I farmaci cui mi riferisco appartengono alla categoria degli
anticolinergici. Alcuni sono dei comuni antidepressivi, in commercio già
da molti anni, altri sono farmaci di uso comune da parte degli
urologi. Esistono anche pratiche non farmacologiche di tipo
riabilitativo, una ginnastica pelvica, lo stesso tipo di ginnastica che viene
proposto alle puerpere per migliorare la continenza urinaria.

In conclusione è opportuno che se un paziente parkinsoniano presenta ha un
problema analogo lo comunichi al neurologo, ed in ogni modo conviene sempre
riferire al neurologo problemi non strettamente correlati al movimento, sia
perché a volte sono risolvibili modificando la terapia, sia perché in presenza
i pluripatologie e pluriterapie si verifichino interferenze ed incompatibilità
farmacologiche.

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