Questo studio scientifico esplora il possibile legame tra l’esposizione cronica a un solvente chimico chiamato n-esano e lo sviluppo della malattia di Parkinson (PD).
1 Contesto:
Si sa che l’esposizione prolungata a certi solventi chimici può aumentare il rischio di sviluppare il Parkinson. n-Esano è un solvente molto usato e si sa che è tossico per il sistema nervoso.
2 Obiettivo dello studio:
I ricercatori hanno voluto capire se il principale metabolita dell’n-esano, chiamato 2,5-esanedione (HD), possa contribuire al Parkinson.
3 Esperimenti sui ratti:
Gli scienziati hanno esposto dei ratti all’HD e hanno osservato che questi sviluppavano un progressivo danno alle cellule nervose dopaminergiche, simile a quello che avviene nel Parkinson.
4 Ruolo delle microglia:
Hanno scoperto che un tipo di cellule del cervello chiamate microglia si attivava prima che le cellule dopaminergiche iniziassero a degenerare. Quando le microglia venivano “spente”, il danno alle cellule dopaminergiche causato da HD si riduceva notevolmente.
5 Meccanismo:
Il danno sembrava essere mediato da un percorso molecolare specifico, chiamato asse integrina αMβ2-NOX2. Questo percorso, quando attivato dall’HD, portava le microglia a produrre sostanze tossiche che danneggiavano le cellule nervose.
6 Conclusione:
Questo studio fornisce nuove prove sperimentali che l’esposizione a n-esano potrebbe contribuire allo sviluppo del Parkinson, attraverso l’attivazione delle microglia e il danno al sistema dopaminergico.
In sintesi, lo studio suggerisce che l’esposizione a certi solventi, come l’n-esano, potrebbe essere un fattore di rischio per il Parkinson, poiché danneggia specifiche cellule del cervello attraverso un processo che coinvolge le microglia. La nostra fondazione supporta da moltissimi anni studi in questo ambito ed il Centro Parkinson di Milano del Pini CTO è considerato il precursore di questi lavori che appaiono sempre più promettenti.





