Alimenti ultraprocessati e malattia di Parkinson prodromica: incidenza e mortalità

Gli alimenti ultraprocessati, ampiamente consumati a livello globale, sono sempre più riconosciuti come un fattore chiave dei rischi per la salute legati all’alimentazione. Tuttavia, si conosce poco sul ruolo del loro consumo nello sviluppo e nella progressione della malattia di Parkinson.

Uno studio su oltre 120.000 persone ha esaminato il legame tra il consumo di alimenti ultraprocessati (come snack confezionati, bibite zuccherate, cibi pronti industriali) e la malattia di Parkinson.

I ricercatori hanno seguito i partecipanti per circa 10 anni e hanno valutato:

  • la comparsa di segnali precoci di Parkinson (chiamati sintomi prodromici)
  • lo sviluppo vero e proprio della malattia
  • i decessi causati dalla malattia.

Tra il 2009 e il 2012, i partecipanti hanno compilato in autonomia un questionario digitale sulla dieta, che chiedeva quanti e quali alimenti sono stati consumati nelle 24 ore precedenti. Il questionario includeva fino a 206 alimenti e 32 tipi di bevande e veniva ripetuto cinque volte.

Sono stati inclusi nell’analisi solo i partecipanti con almeno due valutazioni, e si è calcolata la media del consumo. L’apporto nutrizionale è stato calcolato usando un database britannico che indica il contenuto di vitamine, minerali e nutrienti di ciascun alimento.

Gli alimenti e le bevande sono stati suddivisi in quattro gruppi secondo il sistema che classifica gli alimenti in base al grado di trasformazione industriale (NOVA):

  1. Non processati o minimamente processati: frutta e verdura fresca, legumi, latte, carne.
  2. Ingredienti culinari processati: sale, zucchero.
  3. Alimenti processati: verdure o legumi in scatola o sotto salamoia.
  4. Alimenti ultra-processati (UPF): bevande industriali, salse, snack, yogurt aromatizzati, pane e panini industriali, carni lavorate.

Lo studio si è concentrato soprattutto sul consumo di alimenti ultra-processati, misurato in porzioni al giorno.

I risultati hanno mostrato che chi consumava più alimenti ultraprocessati aveva:

  • un rischio maggiore di avere segnali precoci di Parkinson
  • un rischio più alto di sviluppare la malattia
  • un rischio più alto di morire a causa della malattia.

In altre parole, ridurre il consumo di alimenti ultraprocessati potrebbe aiutare a proteggere il cervello e ridurre il rischio di Parkinson.

Consiglio nutrizionale

La dieta mediterranea considerata patrimonio dell’Unesco privilegia il consumo di alimenti non processati ma freschi e naturali come:

Frutta e verdura di stagione, possibilmente a più colori, ricche di vitamine, minerali e antiossidanti.

Legumi (come fagioli, lenticchie e ceci) per fibre e proteine vegetali.

Cereali integrali (pane integrale, riso integrale, avena, orzo) per mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue.

Carne, pesce e uova freschi, preferendo il pesce almeno 2 volte a settimana per gli omega-3.

Preparare pasti semplici in casa, usando ingredienti base come verdure, legumi, cereali e spezie, per ridurre il consumo di additivi e conservanti.

Usare spezie, erbe aromatiche e metodi di cottura leggeri (al forno, al vapore, alla griglia).

Bere acqua e limitare bevande industriali: privilegiare acqua naturale o tisane non zuccherate.

Limitare succhi confezionati e bibite zuccherate.

Queste abitudini possono fare una grande differenza sulla salute a lungo termine.

FONTI:

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