Le persone con malattia di Parkinson spesso hanno una riduzione dell’intensità della voce e difficoltà a deglutire (disfagia). Questi due aspetti sono strettamente collegati poiché gli organi che servono per parlare e deglutire condividono strutture e funzioni neurologiche.
Per questo motivo, l’analisi strumentale della voce potrebbe diventare un modo semplice e precoce per riconoscere i problemi di deglutizione. Una diagnosi tempestiva potrebbe aiutare a prevenire conseguenze serie come malnutrizione, disidratazione, polmonite e, nei casi più gravi, mortalità.
Uno studio ha analizzato la relazione tra intensità vocale e funzione della deglutizione in un gruppo di 30 pazienti con malattia di Parkinson. Sono state effettuate diverse indagini: la funzione motoria, valutata con l’UPDRS (Unified Parkinson’s Disease Rating Scale) ovvero la scala di valutazione neurologica maggiormente utilizzata nella valutazione della malattia; l’intensità della voce, analizzata con software specifico (PRAAT) durante la vocale sostenuta /a/ e un minuto di monologo; infine la deglutizione, tramite videofluoroscopia e altre scale specifiche (Penetration Aspiration Scale, Dysphagia Outcome Severity Scale, Videofluoroscopic Dysphagia Scale).
Dai risultati è emersa una correlazione significativa: più la voce si indebolisce, più la deglutizione peggiora.
Dunque la riduzione dell’intensità della voce è un indicatore di maggiore rischio di disfagia.
Un’analisi vocale strumentale potrebbe quindi diventare un test non invasivo, economico e facile da usare per identificare le persone con Parkinson con problematiche deglutitorie al fine di intervenire in maniera mirata riducendo il rischio di complicanze.
COMMENTO NUTRIZIONALE
È importante valutare la presenza e il tipo di disfagia (per liquidi, solidi o mista) ed evitare che la paura del rischio di soffocamento o aspirazione porti ad un’alimentazione troppo restrittiva, che causerebbe perdita di peso e malnutrizione.
In caso di disfagia per i solidi, è utile modificare la consistenza degli alimenti per rendere meno difficoltosa la masticazione e la deglutizione. Pertanto, è utile:
- consumare cibi morbidi, vellutati, triturati o frullati;
- Evitare cibi secchi, duri, friabili, o molto fibreggiosi se la deglutizione è compromessa (frutta secca, crostini, cracker duri ecc.);
- Aggiungere salse, brodi, creme, oppure condimenti che facilitano la scivolata del cibo.
In caso di disfagia per i liquidi, è utile ricorrere all’utilizzo di polveri addensanti inodori e insapori per rendere i liquidi più omogenei e per mantenere un adeguato apporto idrico. Gli addensanti devono essere utilizzati non solo per l’acqua ma per tutte le bevande o brodi.
Mangiare lentamente e in piccoli bocconi può essere utile al fine di ridurre le complicanze della disfagia. Da non sottovalutare la postura adeguata da tenere durante i pasti:
- Sedersi ben dritti, con la testa leggermente piegata in avanti se consigliato da un logopedista.
- Assicurarsi che testa, collo, spalle siano ben sostenuti
- Evitare cibi o liquidi troppo freddi o troppo caldi che possono irritare o stimolare meno efficacemente la deglutizione.
- Evitare distrazioni durante il pasto (televisione, telefono) e concentrarsi sulla deglutizione.
L’intervento degli specialisti, foniatra, logopedista e dietologo/nutrizionista, garantisce la sicurezza del paziente e riduce il rischio di complicanze.
FONTI: Baldanzi C, Crispiatico V, Fusari G, Saibene FL, Arcuri P, Meloni M, Cattaneo D, Vitali C. Correlation between voice intensity and swallowing function in subjects with Parkinson's disease. Neurol Sci. 2025 Feb;46(2):713-721. doi: 10.1007/s10072-024-07782-4. Epub 2024 Oct 8. PMID: 39375256.





