Questo articolo ha l’obiettivo di fornire una panoramica chiara e aggiornata sul ruolo della dieta nel rischio di sviluppare la malattia di Parkinson, sulla base di un recente studio italiano condotto su un’ampia popolazione caso-controllo, spiegando in modo semplice quali abitudini alimentari possono influenzare il rischio e quali indicazioni pratiche possono essere utili nella vita quotidiana.
Lo studio ha analizzato le abitudini alimentari di 680 persone con Parkinson e 612 persone senza la malattia, reclutate in sei centri neurologici italiani. L’alimentazione è stata valutata tramite un questionario validato sulla frequenza di consumo degli alimenti, riferita al periodo precedente l’esordio dei sintomi. In pratica i ricercatori hanno analizzato cosa mangiavano i pazienti nella vita di tutti i giorni, hanno raggruppato gli alimenti più spesso associati tra loro e hanno verificato se queste abitudini alimentari erano più comuni nelle persone con o senza malattia di Parkinson, tenendo conto anche di altri fattori come lo stile di vita e l’ambiente
È emerso che alcuni gruppi alimentari risultano associati al rischio di Parkinson, mentre altri sembrano avere un possibile effetto protettivo. In particolare:
- Dolci: un consumo frequente è risultato associato a un aumento del rischio di sviluppare la malattia di Parkinson.
- Carne rossa: un consumo elevato è risultato associato a un rischio maggiore.
- Carni lavorate (salumi): anch’esse associate a un aumento del rischio.
- Frutta, in particolare agrumi: un consumo elevato è risultato associato a un rischio più basso di sviluppare la malattia.
Queste associazioni sono rimaste significative anche considerando altri fattori importanti come fumo, consumo di caffè, attività fisica, storia familiare ed esposizione a pesticidi o sostanze tossiche. Tuttavia, lo studio ha mostrato che i fattori non dietetici hanno un impatto complessivamente maggiore sul rischio di malattia di Parkinson rispetto alla sola alimentazione.
I risultati di questo studio confermano quanto già evidenziato in studi precedenti della Fondazione Pezzoli per la Malattia di Parkinson su un campione di 600 pazienti (Barichella et al., 2016 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27406858/; Barichella et al., 2017 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28647435/): un consumo regolare di frutta e verdura può avere un effetto protettivo, mentre carni rosse, salumi e dolci sono associati a un rischio maggiore o a un peggioramento dei sintomi.
Il nuovo studio rafforza l’idea che una dieta equilibrata e di origine vegetale, associata a uno stile di vita sano, possa contribuire a modulare il rischio di malattia di Parkinson e rappresentare un supporto alla prevenzione e alla salute generale, soprattutto nelle fasi precoci della malattia.
Consigli Nutrizionali pratici
- Aumenta il consumo di frutta fresca ogni giorno, variando il più possibile; gli agrumi (arance, mandarini, pompelmi) sembrano avere un effetto protettivo.
- Limita dolci e prodotti zuccherati, come merendine, biscotti, dessert e bevande zuccherate, soprattutto se consumati frequentemente.
- Riduci il consumo di carne rossa, preferendola solo occasionalmente.
- Evita o limita i salumi e le carni lavorate(insaccati, affettati, wurstel).
- Prediligi un’alimentazione semplice, basata su verdura, frutta, cereali, legumi e alimenti poco industriali.
- Ricorda chela dieta funziona meglio se associata a movimento regolare, attenzione all’ambiente e uno stile di vita sano.





