L’insufficienza neurovegetativa cardiovascolare è un sintomo non motorio comune nella malattia di Parkinson e interessa circa un terzo dei pazienti. Questa condizione si manifesta principalmente con cali di pressione arteriosa quando ci si alza in piedi (ipotensione ortostatica) o dopo i pasti (ipotensione post-prandiale); tuttavia, può anche causare picchi di pressione alta quando si è distesi (ipertensione supina).
I cali pressori possono provocare vertigini, visione offuscata, rallentamento cognitivo, fiato corto, cadute inspiegabili o il tipico dolore a collo e spalle (definito ‘a gruccia’). Solitamente, questi disturbi compaiono in posizione eretta, dopo un pasto abbondante o una doccia calda, e tendono a migliorare sedendosi o sdraiandosi.
La gestione dei sintomi segue un approccio graduale:
· Misure comportamentali: È fondamentale cambiare posizione lentamente, evitando di alzarsi in maniera repentina; una buona abitudine è sostare seduti sul bordo del letto prima di poggiare i piedi a terra. Si consiglia di bere circa 2,5 litri di acqua al giorno, specialmente al mattino e, previo parere medico, è possibile aggiungere un pizzico di sale in più ai pasti. Dal punto di vista alimentare, è preferibile consumare cinque piccoli spuntini piuttosto che un unico pasto abbondante. Attenzione all’eccesso di carboidrati e all’alcol, poiché possono causare bruschi cali pressori.
· Manovre di contropressione: In caso di vertigini, se non fosse possibile sedersi o sdraiarsi, alcune tecniche come incrociare le gambe a forbice, stringere i pugni o contrarre i muscoli dell’addome e dei glutei possono aiutare a far risalire la pressione.
· Accorgimenti notturni: Dormire con la testata del letto sollevata di 10-20 gradi contribuisce a ridurre la necessità di urinare durante la notte e aiuta a controllare i picchi di pressione alta notturna.
· Terapia farmacologica: Qualora le modifiche allo stile di vita non fossero sufficienti, il medico potrà prescrivere farmaci specifici.
Tenere sotto controllo la pressione è fondamentale, ma per avere un quadro completo non basta misurarla da seduti: è importante farlo anche in piedi e da sdraiati. L’ideale sarebbe effettuare due o tre misurazioni in diversi momenti della giornata. Questo perché chi soffre di pressione bassa durante il giorno potrebbe, paradossalmente, avere dei picchi di pressione alta quando si distende (la cosiddetta ipertensione supina). Il consiglio è di annotare sempre i valori su un diario dedicato: questi dati permetteranno al medico di personalizzare la terapia nel modo più efficace.
FONTI: Fanciulli A, Leys F, Höglinger G, Jost WH. How to treat cardiovascular autonomic failure in Parkinson's disease. J Neural Transm (Vienna). 2026 Feb;133(2):215-228. doi: 10.1007/s00702-025-03096-7.





