La cantoterapia come risorsa per il Parkinson: benefici per la voce e la respirazione

Il Parkinson può influire progressivamente sulla capacità di comunicare, rendendo la voce più debole e il respiro meno profondo a causa della perdita di controllo muscolare. In questo contesto, il canto sta emergendo come un’attività sempre più popolare tra i pazienti, non solo per il piacere della musica ma come possibile strumento riabilitativo. Una recente e approfondita revisione sistematica ha analizzato 23 studi clinici, coinvolgendo 540 partecipanti, per valutare se il canto possa effettivamente migliorare la salute e il benessere di chi vive con questa condizione.

Questi interventi, spesso guidati da musicoterapisti o logopedisti, includono solitamente esercizi di respirazione diaframmatica, riscaldamento vocale e il canto di brani preferiti dai partecipanti.

I risultati indicano che il canto può portare benefici misurabili ad alcuni aspetti della funzione vocale e respiratoria. In particolare, è emerso che il canto favorisce un aumento del volume della voce, un aspetto fondamentale per contrastare la tendenza a parlare a bassa voce tipica della malattia; questo miglioramento è apparso particolarmente evidente durante la produzione di vocali prolungate. Oltre all’intensità vocale, si è osservato un progresso nel controllo del respiro: i partecipanti hanno mostrato una maggiore forza dei muscoli inspiratori, come il diaframma, e un aumento del tempo massimo di fonazione, riuscendo cioè a trattenere una nota con un solo respiro per più secondi. Esistono inoltre indizi incoraggianti sul fatto che gli esercizi di riscaldamento vocale possano aiutare indirettamente l’articolazione e la deglutizione, coordinando meglio i muscoli della gola che vengono sollecitati in modo simile sia nel canto che nel parlato.

Accanto a questi effetti specifici sulla voce e sulla respirazione, il canto si inserisce in un filone più ampio di terapie che stanno attirando crescente interesse come interventi non farmacologici complementari nel Parkinson. Una recente revisione sistematica con meta-analisi, che ha incluso 33 studi (di cui 24 analizzati quantitativamente), ha mostrato che le Art Therapy nel loro complesso possono favorire miglioramenti significativi soprattutto nelle funzioni cognitive, in particolare nelle funzioni esecutive e nell’attenzione, con effetti che in alcuni casi persistono anche al follow-up. Alcuni studi hanno inoltre evidenziato una riduzione dei sintomi depressivi subito dopo l’intervento, sebbene questi benefici emotivi tendano a non mantenersi nel lungo periodo. Al contrario, per aspetti come la qualità della vita globale, i sintomi motori o le attività della vita quotidiana, le evidenze risultano ancora contrastanti.

Si osserva dunque una discrepanza tra il benessere percepito e i risultati clinici standardizzati: nonostante molti partecipanti riferiscano di sentirsi meglio, più motivati e più sicuri dopo attività come il canto, le scale di misurazione tradizionali faticano a cogliere pienamente questi cambiamenti. Questo suggerisce che il valore delle terapie artistiche, e del canto in particolare, possa risiedere anche in dimensioni emotive, relazionali e sociali difficili da quantificare. Il canto di gruppo, infatti, sembra essere uno strumento prezioso per combattere l’isolamento, rafforzare l’autostima e offrire un senso di comunità, elementi fondamentali nel percorso di cura.

In conclusione, sebbene siano necessari studi più ampi e metodologicamente robusti per confermare definitivamente tutti questi effetti, il canto si è dimostrato un’attività sicura, priva di effetti avversi e potenzialmente utile per allenare la voce e il respiro.

In sintesi, il canto può rappresentare un eccellente complemento alle terapie tradizionali, come la logopedia, inserendosi in un approccio riabilitativo più ampio che valorizza anche gli aspetti cognitivi, emotivi e sociali della persona.

Anche Fondazione Pezzoli, in collaborazione con Arca Onlus, propone a Milano due percorsi gratuiti, Musico Terapia (canto corale) e Arte Terapia (disegno e pittura) per le persone con Parkinson e i loro caregiver. Per informazioni e prenotazioni obbligatorie: [email protected], tel. 02-66713111 o 02-66710423 (9–17).

FONTI: Irons, J. Y., & Sheffield, D. (2025). Singing interventions for people living with Parkinson's: a systematic review and meta-analysis. BMJ open, 15(11), e089154. https://doi.org/10.1136/bmjopen-2024-089154

Gómez-Soria, I., Andrade Borja, J. E., Aguilar-Latorre, A., Calatayud, E., Ferreira-Sánchez, M. D. R., & Cuenca-Zaldivar, J. N. (2026). The Effects of Art Therapy on Executive Functions and Attention in Parkinson's Disease: Systematic Review and Meta-Analysis. Clinical gerontologist, 1–28. Advance online publication. https://doi.org/10.1080/07317115.2025.2608767

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