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L’inibizione delle cellule gliali: un nuovo obiettivo per la terapia antiparkinsoniana

I ricercatori pensano che le cellule nervose di supporto producano sostanze tossiche che contribuiscono alla progressione della malattia

Studi autoptici hanno mostrato che nella sostanza nera di pazienti affetti da malattia di Parkinson in vita vi è non solo una perdita di neuroni dopaminergici, ma anche una attivazione delle cellule gliali, che sono cellule nervose di supporto. Recenti ricerche suggeriscono che esse sono in grado di produrre sostanze tossiche per i neuroni, come le citochine, che inducono infiammazione. Questo potrebbe promuovere la progressione della malattia di Parkinson. Farmaci anti-infiammatori sono stati in grado di ridurre il livello di attivazione delle cellule gliali e di proteggere la sostanza nera in modelli animali della malattia. L’inibizione della attivazione gliale potrebbe essere un buon obiettivo per le ricerche sulla identificazione di nuovi farmaci antiparkinsoniani.

Source/Fonte: Hirsch et al Ann NY Acad Sci 2003; 991: 214-218

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