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Parte studio con le staminali indotte nel Parkinson

stamin2in Giappone, patria del creatore della tecnologia

 

Risale al 2006 la messa a punto di una tecnica di ingegneria genetica che permette di indurre cellule mature della pelle a tornare indietro nel tempo e ritrasformarsi nelle cellule staminali che erano una volta. Queste cellule staminali, che appaiono identiche a quelle in natura da tutti i punti di vista, possono poi essere indotte a trasformarsi in cellule nervose dopaminergiche, quelle che vanno perse nella malattia di Parkinson.

Il creatore della tecnica, il giapponese Shinya Yamanaka, ha ricevuto il premio Nobel per la sua scoperta nel 2012.

Da allora i ricercatori giapponesi hanno continuato a sviluppare la tecnica e l’anno scorso hanno pubblicato risultati incoraggianti in scimmie rese simil-parkinsoniane in laboratorio (vedere notizia pubblicata sul sito).

Ora hanno annunciato di avere ottenuto l’autorizzazione ad effettuare uno studio clinico, che parte nel mese di agosto 2018.

Sette pazienti parkinsoniani riceveranno iniezioni di un preparato a base di 5 milioni di cellule staminali indotte ottenute a partire da cellule donate da soggetti sani. Le cellule verranno impiantate bilateralmente nel putamen (un ganglio alla base del cervello connesso alla sostanza nera, l’area principalmente colpita nella malattia di Parkinson) tramite una procedura di chirurgia stereotassica.

Possono partecipare solo pazienti residenti in Giappone coperti da assicurazione sanitaria giapponese.

I pazienti dovranno ricevere una terapia immunosoppressiva a base di tacrolimus per ridurre al minimo il rischio di rigetto.

 

Fonte:  comunicato stampa dell’Università di Kyoto

 

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