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Stimolazione magnetica transcranica migliora il freezing

magnetismo2Agisce a livello dele connessioni nervose

Il freezing (alla lettera =congelamento), ovvero episodi improvvisi di incapacità di fare un passo in avanti con la sensazione di avere i piedi incollati al pavimento, è una complicazione abbastanza frequente della malattia di Parkinson, associato al rischio di cadute. Attualmente non sono disponibili terapie specifiche per il freezing.

Ora una equipe canadese – cinese ha documentato che la stimolazione magnetica transcranica migliora il freezing in uno studio clinico su 30 pazienti parkinsoniani, di cui 20 assegnati alla stimolazione e 10 assegnati ad una simulazione della stimolazione. I pazienti stimolati avevano un’età media di 62,6 anni ed una storia di malattia della durata media di 9,1 anni, 11 erano donne; i pazienti non stimolati avevano un’età media di 65,6 anni, una durata media di malattia di 7,4 anni, 5 erano donne.

I pazienti hanno partecipato a 10 sedute di stimolazione magnetica a livello dell’area motoria supplementare del cervello tramite un casco, una seduta al giorno per 5 giorni consecutivi alla settimana per 2 settimane.

Sono stati calcolati i punteggi relativi alla gravità del freezing tramite FOGQ (questionario specifico), alla gravità della sintomatologia motoria sulla scala UPDRS ed il tempo richiesto al test TUG (tempo richiesto per alzarsi da una sedia, camminare 3 metri, girarsi, tornare indietro e risedersi al basale), dopo 5 e 10 sedute, e 2 e 4 settimane dopo la fine della terapia a base di stimolazione magnetica transcranica.

È risultato che il punteggio relativo al freezing è migliorato significativamente dopo 5 sedute e alla fine del periodo di osservazione, mentre la funzione motoria ed il test TUG sono migliorati significativamente dopo 5 sedute ed hanno mantenuto il miglioramento fino alla fine del periodo di osservazione.

I pazienti trattati facevano parte di un gruppo di pazienti più ampio di un altro studio il cui scopo era individuare biomarcatori del freezing nelle immagini cerebrali generate dalla risonanza magnetica: 40 pazienti parkinsoniani con freezing, 30 pazienti senza freezing e 30 controlli sani. I ricercatori sono riusciti non solo a identificare delle connessioni nervose anormali associate al freezing ed altre ancora associate alla malattia di Parkinson, ma anche a verificare che la stimolazione magnetica transcranica è in grado di migliorarle entrambe.

In particolare nel gruppo di pazienti stimolato è stata rilevata una normalizzazione delle connessioni nervose associate al freezing in 6 pazienti e di quelle associate al Parkinson in 4; il fenomeno è stato osservato anche nel gruppo di controllo non stimolato, ma in un numero minore di pazienti (rispettivamente 2 e 1).

Questi studi indicano che la stimolazione magnetica transcranica dell’area motoria supplementare è una terapia aggiuntiva efficace nel ridurre il freezing in pazienti con malattia di Parkinson.

 

Fonte: Mi TM e coll npj Parkinson’s disease 2020; 6: 16

 

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