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THN102, nuovo farmaco per l’ipersonnolenza diurna nel Parkinson: uno studio di fase 2

L'eccessiva sonnolenza diurna (ipersonnolenza) è un disturbo piuttosto frequente nella malattia di Parkinson che colpisce, in accordo ad alcuni studi, fino al 60% dei pazienti.

I fattori di rischio associati a tale disturbo sono molteplici e includono l'età avanzata, la durata della malattia, nonché la terapia antiparkinsoniana stessa, in particolare l’assunzione di agonisti dopaminergici.

Si tratta di un problema di fondamentale rilevanza che ha un impatto significativo sulla qualità della vita; da tali premesse si impone la necessità di individuare un trattamento efficace in grado di ridurre non solo l’ipersonnolenza diurna ma anche tutte le possibili complicanze che ne scaturiscono.

I trials clinici svolti su alcuni trattamenti come il solriamfetol, inibitore della ricaptazione della norepinefrina–dopamina (NCT03037203), il bavisant, antagonista del recettore dell’istamina (NCT03194217), nonché sul modafinil hanno fornito risultati poco soddisfacenti.

Recentemente, la prestigiosa rivista “Movement Disorders” ha pubblicato i risultati relativi alla fase 2a di un trial clinico condotto su un nuovo trattamento per l’ipersonnolenza, denominato THN102, che consiste nella combinazione di 2 farmaci, modafinil (farmaco noto per l’ipersonnolenza) e flecainide (un noto antiaritmico) a basso dosaggio. Tale combinazione avrebbe un effetto nel modulare il network (rete) degli astrociti (cellule localizzate tra i neuroni che "dialogano" continuamente con i neuroni stessi) e quindi l'attività neuronale che presiede alla regolazione della veglia. Nei topi orexin-knockout (che non esprimono l’oressina, neurotrasmettitore implicato nel ritmo sonno-veglia) la combinazione di modafinil e flecainide ha incrementato il periodo di veglia e migliorato la memoria di lavoro rispetto alla somministrazione del solo modafinil. Allo stesso modo, un altro studio avrebbe evidenziato un metabolismo regionale del glucosio più elevato nelle aree cerebrali (corteccia, striato e amigdala) dei ratti trattati con THN102 rispetto al solo modafinil.

Lo scopo di questo studio pilota di fase 2 era dunque confrontare per la prima volta la sicurezza e l'efficacia del THN102 rispetto al placebo nell'ipersonnolenza associata alla malattia di Parkinson.

Lo studio, che ha arruolato 105 pazienti con malattia di Parkinson, ha confrontato 2 distinte posologie del THN102 (modafinil 200 mg/die combinato con 2 mg/die di flecainide e Modafinil 200 mg combinato con 18 mg di flecainide) versus placebo. Entrambe le posologie del THN102 sono risultate ben tollerate. La formulazione con soli 2 mg di flecainide ha dato un miglioramento significativo dell’ESS (scala impiegata per la valutazione dell’ipersonnolenza) rispetto al placebo.

In conclusione, lo studio ha documentato come THN102 con la posologia più bassa di flecainide, determini una maggiore vigilanza psicomotoria rispetto al placebo, con un miglioramento inoltre delle prestazioni cognitive. Ulteriori studi saranno necessari per confermare tali dati; in particolare sarà necessario un confronto tra il THN102 con il modafinil, farmaco già disponibile.

A cura della Dr.ssa Federica Garrì, Neurologo, Fondazione Grigioni

 

Fonte: https://movementdisorders.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/mds.28840

 

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