La malattia di Parkinson è nota soprattutto per i suoi sintomi motori, tra cui i principali sono tremore a riposo, rigidità e bradicinesia. A questi, tuttavia, si possono associare anche sintomi non motori, come depressione, ansia, apatia, disturbi del sonno e difficoltà cognitive, che possono avere un impatto significativo sulla qualità di vita del paziente e dei suoi familiari.
Per questo motivo, negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per il benessere emotivo delle persone con Parkinson e dei loro caregiver, e per gli interventi in grado di sostenerlo.
Una delle metodologie più studiate è la psicoterapia. Esistono diversi approcci psicoterapici che, sulla base della teoria di riferimento, utilizzano tecniche differenti per aiutare la persona ad affrontare la malattia e migliorare il proprio benessere psicologico.
Tra questi, la Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) è una delle più utilizzate: aiuta a riconoscere pensieri negativi o disfunzionali e a sviluppare strategie per gestirli in modo più efficace, favorendo un migliore adattamento alla malattia. Le evidenze disponibili indicano che la CBT può contribuire alla riduzione dei sintomi ansiosi e depressivi.
Un altro approccio è la mindfulness, che aiuta a portare l’attenzione al momento presente, osservando pensieri ed emozioni senza giudizio e favorendo una maggiore accettazione. Anche questo tipo di intervento mostra risultati promettenti, in particolare nella riduzione dello stress e dei sintomi depressivi.
Gli interventi di gruppo e il supporto psicologico condiviso risultano anch’essi utili: favoriscono la condivisione dell’esperienza di malattia, aumentano il supporto sociale e contribuiscono a ridurre il senso di isolamento.
Negli ultimi anni si è inoltre diffusa la possibilità di ricevere supporto psicologico online, rendendo più accessibili questi interventi anche a chi ha difficoltà a spostarsi.
In sintesi, gli interventi psicologici rappresentano un supporto importante nella gestione della malattia di Parkinson, in particolare per gli aspetti emotivi e relazionali, anche se sono necessari ulteriori studi per definirne al meglio l’efficacia e l’applicabilità su larga scala.
FONTI: Zarotti N, Eccles FJR, Foley JA, Paget A, Gunn S, Leroi I, Simpson J. Psychological interventions for people with Parkinson's disease in the early 2020s: Where do we stand? Psychol Psychother. 2021 Sep;94(3):760-797. doi: 10.1111/papt.12321. Epub 2020 Nov 11. PMID: 33174688.


