I primi incoraggianti risultati di un trattamento potenzialmente in grado di modificare l’andamento della malattia di Parkinson

Il lavoro è stato pubblicato su Nature Medicine nel marzo 2026, è di estremo interesse perché affronta uno dei nodi centrali nella ricerca sulla malattia di Parkinson: l’assenza di terapie in grado di modificare l’andamento della malattia. Cerchiamo di analizzare il lavoro in modo semplice ma completo. Le varianti nel gene LRRK2 sono state identificate come una delle cause più comuni di Parkinson familiare ed uno dei fattori di rischio per le forme sporadiche, non  familiari. Questa proteina è fondamentale per i processi di regolazione delle cellule, le varianti patogenetiche di LRRK2 favoriscono l’attività di un enzima che aumenta la fosforilazione di proteine dette Rab che provocano un malfunzionamento a livello delle cellule nervose, favorendone la degradazione, come è stato già dimostrato nei pazienti portatori di questa mutazione ma anche nei casi non genetici. Il farmaco BIIB094/ION859, tecnicamente un oligonucleotide antisenso, mira a ridurre l’espressione di LRRK2 nel sistema nervoso centrale, seguendo una strategia già validata in altre malattie neurodegenerative (es. SLA). Dai risultati emerge una riduzione di LRRK2 e Rab10 fosforilato nel liquor dei pazienti trattati, suggerendo quindi un ruolo del farmaco nel modulare positivamente la funzionalità delle cellule nervose. Lo studio è ancora molto preliminare, in fase 1, quindi valuta la sicurezza, la tollerabilità e come il farmaco si distribuisce nell’organismo, essendo di una durata limitata e su un numero ridotto di pazienti, 42 in tutto, non è in grado di documentare un beneficio clinico sulla sintomatologia; per avere dei dati al riguardo andranno condotti studi più lunghi e su più vasta scala, ma la sua importanza è evidente, perché apre le porte, ancora in forma molto preliminare, a farmaci in grado di modificare la patologia riducendo in ultima analisi la formazione di alfasinucleina, ed essendo l’attività di LRKK2 elevata anche in casi sporadici e non solo genetici di malattia, la popolazione di potenziali beneficiari si allarga.

La ricerca in questo campo è molto attiva, e sebbene ad ora questi risultati non modificheranno la pratica clinica nella cura della malattia di Parkinson, le prospettive della medicina di precisione sono davvero promettenti.

FONTI: Mabrouk, O.S., Tichler, B., Arnold, H.M. et al. LRRK2-targeting antisense oligonucleotide in Parkinson’s disease: a phase 1 randomized controlled trial. Nat Med (2026). https://doi.org/10.1038/s41591-026-04262-4

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