La disfagia è un sintomo comune e spesso sottovalutato nei pazienti affetti da malattia di Parkinson che può peggiorare con la progressione della malattia e spesso trascurato durante il ricovero ospedaliero.
In molti casi la disfagia può essere presente anche in assenza di segni clinici evidenti, rendendo difficile una diagnosi tempestiva e un intervento appropriato. I ricoveri in ospedale spesso comportano cambiamenti nei tempi di somministrazione dei farmaci per la malattia; ciò può portare a un aumento delle fasi “OFF” e un peggioramento della funzione motoria nei pazienti. Tali ritardi spesso si traducono in degenze prolungate a causa di aspirazioni silenti e polmoniti ab ingestis.
Un team di esperti in neurologia, otorinolaringoiatria, gastroenterologia, medicina ospedaliera, logopedia, infermieristica, farmacia, nutrizione ha elaborato raccomandazioni per garantire una gestione sicura e coordinata della disfagia durante il ricovero. Le linee guida sottolineano l’importanza dello screening precoce, di un’adeguata valutazione diagnostica e del coinvolgimento multidisciplinare, al fine di garantire un’assunzione orale sicura e il mantenimento di regimi terapeutici regolari.
Lo Screening in Ospedale può essere riassunto in questi punti:
- Screening Universale: Ogni paziente con la malattia di Parkinson ricoverato deve ricevere uno screening standardizzato, a meno di impedimenti gravi (es. intubazione).
- Valutazione Specialistica: Se il paziente presenta disfagia è necessaria una valutazione al letto del paziente da parte di un logopedista.
- Screening Nutrizionale: deve essere utilizzato uno strumento validato per la malnutrizione come il MUST e richiesto l’intervento nutrizionale.
- Esami Strumentali: In presenza di sintomi orofaringei o malnutrizione, si raccomandano esami strumentali quali videofluoroscopia o la valutazione endoscopica (FEES).
- Consulto Neurologico: Necessario se la disfagia è nuova o peggiorata.
- Valutazione Esofagea: Per i nuovi casi, vanno indagate strutture e funzioni esofagee tramite endoscopia o manometria, possibilmente con un consulto gastroenterologico.
Per la gestione della disfagia viene posta particolare attenzione invece all’utilizzo di formulazioni farmacologiche alternative e di strategie compensatorie quando vengono identificate alterazioni della deglutizione. Si forniscono strumenti pratici per i clinici, indicando quando avviare una valutazione della deglutizione, l’uso della telemedicina per consulenze specialistiche e le strategie per garantire la continuità assistenziale tra il ricovero e il follow-up ambulatoriale.
Si ribadisce l’importanza del coordinamento multidisciplinare e il coinvolgimento del caregiver per garantire sicurezza e continuità nell’assunzione di cibo, liquidi e farmaci.
CONSIGLIO NUTRIZIONALE
Le linee guida garantiscono di migliorare la sicurezza dei pazienti durante il ricovero, riducono eventuali complicanze come polmonite da aspirazione e anche i tempi di degenza. Per quanto riguarda il ruolo dello specialista della nutrizione è fondamentale per diversi aspetti:
- proporre diete adattate alla consistenza dei cibi (liquidi, frullati, cibi morbidi) secondo le capacità di deglutizione del paziente
- evitare il rischio malnutrizione
- migliorare la qualità di vita del paziente
Per la disfagia dei solidi è necessario modificare la consistenza degli alimenti, rendendoli morbidi, omogenei e ben lubrificati, evitando cibi a pezzi, filamentosi o friabili. Saranno quindi consentiti i passati di verdure, vellutati, purè cosi come alimenti morbidi al cucchiaio yogurt, mousse di frutta. Preferire condimenti come olio, burro, panna, besciamella perché agiscono da lubrificanti facilitando la progressione del bolo alimentare e impedendo il ristagno a livello orale, faringeo, esofageo.
Per la disfagia dei liquidi è indispensabile addensare tutte le bevande (acqua, caffè, tè, succhi, brodo). In base al tipo e alla quantità di addensante utilizzato si possono ottenere diverse consistenze (sciroppo, budino o gel).
In commercio è disponibile anche acqua gelificata già pronta, particolarmente utile sia per l’assunzione dei farmaci sia per l’igiene orale dopo i pasti, perché più sicura rispetto all’acqua liquida.
FONTI:
fonte: Safarpour D, Brooks A, Smiley A, Katzka DA, Shprecher DR, Greene JG, Pahwa R, Troche MS, Kriegel Z, Peron EP, Bryant A, Fasano A, Ochoa M, Ramirez-Zamora A, Acevedo M, Blackwell GM, Pfeiffer RF, Parkman HP, Quigley EM, Cloud L. Consensus expert recommendations for management of dysphagia during hospital admission in Parkinson's disease. J Parkinsons Dis. 2026 Jan 5:1877718X251410503. doi: 10.1177/1877718X251410503. Epub ahead of print. PMID: 41490026.





