Questo articolo ha l’obiettivo di fornire una panoramica aggiornata sui disturbi gastrointestinali nella malattia di Parkinson descrivendo gli approcci diagnostici e le terapie disponibili per riconoscerli e gestirli al meglio. Si tratta di sintomi non-motori molto frequenti che incidono pesantemente sulla qualità di vita dei pazienti.
Sono stati presi in esame studi clinici e articoli di revisione (review) pubblicati su PubMed tra il 1969 e il 2024, usando come parole chiave malattia di Parkinson e i principali disturbi gastrointestinali (salivazione eccessiva, difficoltà a deglutire, svuotamento gastrico lento, stitichezza, infezione da Helicobacter pylori e SIBO).
È emerso che i disturbi gastrointestinali colpiscono il 60–80% dei pazienti con Parkinson, spesso anticipando di molti anni la diagnosi. Tra questi troviamo:
- Scialorrea: eccessiva salivazione dovuta a ridotto controllo motorio, non a eccesso di saliva.
- Disfagia: difficoltà a deglutire che aumenta il rischio di malnutrizione e polmonite da aspirazione.
- Gastroparesi e Dispepsia: difficoltà digestive che rallentano lo svuotamento gastrico causando nausea, senso di pienezza precoce e peggiorano l’assorbimento della levodopa.
- Stipsi:tra i primi segnali del Parkinson, può precedere la diagnosi di 20 anni.
- Infezioni intestinali da Helicobacter pylori o crescita batterica intestinale (SIBO – Small Intestinal Bacterial Overgrowth): possono peggiorare i sintomi e ridurre l’assorbimento della levodopa.
La gestione di questi disturbi prevede indagini mirate con il medico (come l’endoscopia, esami del transito intestinale, test per H. pylori o SIBO), interventi non farmacologici (dieta a ridistribuzione proteica, idratazione, porzionamento in piccoli pasti, modifiche della consistenza degli alimenti e dei liquidi) e, se necessario, farmaci scelti con attenzione per evitare interazioni con la levodopa.
Consigli nutrizionali pratici
- Per la stipsi aumenta il consumo di frutta fresca (kiwi, prugne, pere), verdure e legumi; preferisci cereali integrali e bevi almeno 1,5 – 2 litri di acqua al giorno.
- Per la disfagia prediligi cibi morbidi o frullati, addensa i liquidi con addensanti naturali (amido di mais, gomma di guar) per ridurre il rischio di soffocamento.
- Per la digestione lenta evita pasti molto abbondanti e grassi, preferisci porzioni più piccole distribuite nella giornata; limita fritti, insaccati e formaggi stagionati.
- Per migliorare l’assorbimento della levodopa cerca di seguire la dieta a ridistribuzione proteica che prevede di non assumere il farmaco insieme a pasti ricchi di proteine animali (carne, pesce, formaggi, uova, legumi), che ne riducono l’efficacia; puoi bilanciare le proteine concentrandole la sera.
- Per la nausea potrebbe essere utile lo zenzero fresco o in infuso, ma va sempre discusso con il medico.
FONTI: Chiang HL, Lin CH. Management of Gastrointestinal Symptoms in Parkinson's Disease. J Cent Nerv Syst Dis. 2025 Aug 13;17:11795735251370014. doi: 10.1177/11795735251370014. PMID: 40823476; PMCID: PMC12351107.





