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La funzione cognitiva nella malattia di Parkinson non migliora dopo trapianto di cellule embrionali

Risultati ad interim dopo 1 anno

Nell’ambito di una sperimentazione clinica randomizzata in doppio cieco in pazienti con malattia di Parkinson ed importante compromissione della funzionalità motoria e cognitiva nonostante terapia farmacologia (durata media di malattia: 14 anni), 20 pazienti sono stati assegnati a trapianto bilaterale di cellule secernenti dopamina raccolte dal mesencefalo (parte del sistema nervoso centrale ubicato tra il cervello e la spina dorsale) di embrioni nel putamen (uno dei gangli basali deputati al controllo del movimento), mentre altri 20 sono stati assegnati ad una simulazione dell’intervento. I pazienti sono stati sottoposti ad una serie di test neuropsicologici per valutare l’orientamento, l’attenzione, il linguaggio, la capacità di ragionamento astratto e capacità visuospaziali prima dell’intervento ed 1 anno dopo. Non sono state rilevate differenze. Gli autori concludono che il trapianto bilaterale di cellule embrionali nel putamen non presenta problemi per quanto riguarda la sicurezza, ma che non è lecito prevedere un miglioramento ad 1 anno dall’intervento.

Fonte: Trott et al Neurology 2003; 60: 1938-1943

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