Un recente studio condotto sui veterani statunitensi ha evidenziato un legame significativo tra la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) e il rischio di sviluppare la malattia di Parkinson, suggerendo allo stesso tempo che un trattamento precoce con CPAP potrebbe ridurre tale rischio. L’OSAS è un disturbo caratterizzato da ripetuti episodi di ostruzione parziale o completa delle vie aeree superiori durante il sonno, che provocano ipopnee o apnee nonostante il mantenimento dello sforzo respiratorio; questi eventi determinano ipossia (una condizione in cui i tessuti non ricevono abbastanza ossigeno rispetto a quanto necessario per funzionare correttamente) intermittente e frammentazione del sonno, con conseguenti sintomi quali russamento, sonnolenza diurna, difficoltà cognitive e un aumentato rischio di varie condizioni cardiovascolari e neurologiche.
La CPAP (Continuous Positive Airway Pressure), considerata il trattamento di riferimento, consiste in un dispositivo che fornisce un flusso di aria a pressione positiva attraverso una maschera, mantenendo aperte le vie aeree durante il sonno e prevenendo così gli episodi di apnea; numerose ricerche pubblicate dimostrano che l’uso regolare della CPAP riduce gli eventi respiratori notturni, migliora la qualità del sonno e la vigilanza diurna, contribuisce al controllo della pressione arteriosa, riduce marcatori di infiammazione e stress ossidativo e può avere effetti positivi sulla funzione cognitiva.
Nello studio sui veterani, il 13,7% dei partecipanti presentava OSAS e, rispetto a chi non ne soffriva, queste persone hanno mostrato di avere un aumento del rischio di ammalarsi (1,61 casi in più di malattia di Parkinson ogni 1000 individui) entro sei anni dalla diagnosi di OSAS. Questo aumento del rischio è risultato indipendente da età, peso, abitudine al fumo, condizioni vascolari, disturbi psichiatrici e uso di farmaci, e più marcato nelle donne. Un dato particolarmente rilevante è che i casi di malattia di Parkinson risultavano significativamente ridotti nelle persone che iniziavano precocemente il trattamento con CPAP dopo la diagnosi di OSAS, suggerendo un possibile ruolo protettivo del trattamento sul lungo termine.
Dunque i disturbi del sonno non vanno trascurati, perché segnali come russamento importante, risvegli notturni o stanchezza eccessiva durante il giorno possono indicare la presenza di OSAS, un disturbo che, se riconosciuto e trattato tempestivamente, può migliorare la qualità della vita e potenzialmente ridurre il rischio di sviluppare la malattia di Parkinson.
FONTI: Neilson LE, Montaño I, May JL, Sicard S, Cho Y, Iliff JJ, Elliott JE, Lim MM, Scott GD. Obstructive Sleep Apnea, Positive Airway Pressure, and Implications of Early Treatment in Parkinson Disease. JAMA Neurol. 2025 Nov 24:e254691. doi: 10.1001/jamaneurol.2025.4691.





