Negli ultimi anni la ricerca sul Parkinson sta approfondendo sempre di più il ruolo del sistema immunitario nello sviluppo e nella progressione della malattia.
Partendo da questa ipotesi, un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge ha studiato l’azatioprina, un farmaco immunosoppressore già utilizzato da molti anni in altre patologie, per valutarne un possibile effetto nel rallentare il Parkinson nelle fasi iniziali.
Lo studio ha coinvolto 66 persone con diagnosi di Parkinson da meno di tre anni, che hanno assunto per 12 mesi azatioprina o placebo, senza sapere quale trattamento stessero ricevendo. L’obiettivo principale era verificare se il farmaco potesse migliorare o rallentare il peggioramento di alcuni sintomi motori, in particolare quelli legati all’andatura e alla postura. Al termine dello studio non è emersa una differenza significativa tra i due gruppi, e quindi l’obiettivo principale non è stato raggiunto.
L’azatioprina è risultata complessivamente ben tollerata, con effetti indesiderati simili a quelli già noti per il farmaco, come infezioni e disturbi gastrointestinali.
Alcune ulteriori analisi esplorative hanno però mostrato possibili effetti su alcuni marcatori del sistema immunitario e suggerito una diversa risposta tra uomini e donne, con un potenziale beneficio maggiore nelle donne, aspetti che dovranno essere approfonditi in studi futuri.
Al momento l’azatioprina non rappresenta una terapia per il Parkinson e non deve essere utilizzata al di fuori di studi clinici, ma questa ricerca contribuisce a migliorare la conoscenza della malattia e ad aprire nuove prospettive per trattamenti che in futuro possano andare oltre il semplice controllo dei sintomi.
FONTI: Greenland JC, Dresser K, Cutting E, Donegan R, Bond S, Crisp SJ, Scott KM, Voysey ZJ, Holbrook J, Kahanawita L, Pal R, Camacho M, Peattie ARD, Spindler LRB, Hong YT, Fryer TD, Williams-Gray CH. Azathioprine for the treatment of early Parkinson's disease (AZA-PD): a randomised, double-blind, placebo-controlled, proof-of-concept, phase 2 trial. Lancet Neurol. 2026 Jan;25(1):39-49.





