La camptocormia è una deformità posturale assiale che si manifesta con una marcata flessione anteriore del tronco, a livello del rachide toracolombare. Il termine deriva dal greco kamptos (“flessione”) e kormos (“tronco”). È un sintomo descritto fin dal XIX secolo e già osservato da James Parkinson nel 1817.
Questa condizione si presenta tipicamente quando il paziente è in piedi o cammina, mentre tende a ridursi in posizione seduta, supina o utilizzando un supporto per la deambulazione. In genere, viene considerata camptocormia una flessione del tronco di almeno 45° durante la stazione eretta o il cammino.
Quanto è frequente nella malattia di Parkinson?
La camptocormia è una delle alterazioni posturali più comuni nella malattia di Parkinson, con una prevalenza variabile tra il 3% e il 18%. Pur non essendo universale, è un sintomo che può avere un impatto significativo sulla qualità della vita del paziente, aumentando il rischio di cadute, dolore lombare e sviluppo di spondiloartrosi.
Quali sono le cause?
Le cause della camptocormia sono ancora oggetto di studio. Nei pazienti con Parkinson, si ritiene che sia principalmente legata a meccanismi centrali (encefalici), ma possono contribuire anche fattori periferici, come alterazioni nei muscoli paraspinali (miopatia secondaria).
Nonostante la somiglianza clinica con alcune distonie o miopatie, la camptocormia presenta caratteristiche distinte. Tuttavia, la sua genesi rimane in gran parte incerta.
Come si tratta la camptocormia?
Attualmente non esiste un trattamento standardizzato. Gli approcci disponibili possono essere suddivisi in tre categorie:
1. Trattamenti non farmacologici
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Fisioterapia personalizzata, rinforzo dei muscoli estensori del dorso, Kinesiotaping, uso di pesi dorsali o zaini caricati, ortesi toraco-pelviche e ausili per la deambulazione (es. deambulatori con supporto per gli avambracci)
2. Trattamenti farmacologici
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Aggiustamento della terapia con levodopa (con efficacia variabile)
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Infiltrazioni locali con tossina botulinica o lidocaina
3. Trattamenti chirurgici
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Interventi ortopedici correttivi (nei casi più gravi)
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Stimolazione cerebrale profonda (DBS), con risultati ancora incerti e non supportati da ampie casistiche
Perché è importante parlarne
Nonostante la sua rilevanza clinica, la camptocormia è ancora poco studiata. Una recente revisione della letteratura scientifica ha evidenziato una sorprendente scarsità di pubblicazioni dedicate a questo disturbo, e solo una piccola parte dei lavori esistenti affronta il tema in modo sistematico. Sono necessari studi multicentrici, controllati e su larga scala per comprendere meglio i meccanismi coinvolti e definire linee guida terapeutiche condivise.
La camptocormia è un sintomo della malattia di Parkinson complesso e spesso invalidante. Riconoscerla precocemente, comprenderne le cause e offrire un supporto personalizzato, con la collaborazione di ortopedico, fisiatra e fisioterapista, può fare la differenza per il paziente.
FONTI: Sajin V, Goodall M, Macerollo A. Camptocormia in Parkinson's disease: state of the art and future directions. J Neurol. 2025 Sep 21;272(9):638. doi: 10.1007/s00415-025-13396-3. PMID: 40975851.





