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DBS potrebbe rallentare il Parkinson (forse)

Deep Brain StimulationStudio pilota nelle fasi iniziali

La stimolazione cerebrale profonda detta anche DBS (dall’inglese Deep Brain Stimulation) è ormai terapia consolidata per la malattia di Parkinson in fase avanzata.

Negli Stati Uniti è stato appena completato uno studio pilota in 28 pazienti in fase iniziale (con diagnosi di Parkinson da non più di 4 anni). I pazienti sono stati divisi in due gruppi; in uno sono stati impiantati elettrodi per la DBS, nell’altro i pazienti hanno continuato una terapia farmacologica ottimizzata. I due gruppi sono stati seguiti per 5 anni.

È emerso che alla fine dei 5 anni il gruppo sottoposto a DBS aveva bisogno di una terapia dopaminergica significativamente inferiore, così come succede nelle fasi avanzate. Inoltre, il rischio di peggioramento del tremore nel gruppo DBS era significativamente inferiore e la funzione motoria tendeva ad essere meno grave.

In base a questi risultati FDA (l’autorità regolatoria sanitaria negli USA) ha approvato l’avvio di uno studio più ampio in 130 pazienti da effettuare in condizioni di doppia cecità ( né il medico sperimentatore né i pazienti sapranno chi è stato assegnato a quale terapia) con lo scopo di valutare se DBS rallenta la progressione della malattia di Parkinson.

Per il momento, comunque, i risultati dello studio pilota non modificano la pratica clinica. DBS continua ad essere indicata solo nelle fasi avanzate della terapia.

 

Fonte: Hacker ML e coll Neurology online 29 giugno 2020

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