E’ meglio la DBS o la terapia medica nel lungo termine?

I rilievi di uno studio italiano a 6 anni

Ricercatori della Università di Torino hanno seguito nel tempo (mediamente per 6 anni, con variazioni da 4 a 11 anni) pazienti parkinsoniani candidati per l'intervento di stimolazione cerebrale profonda (DBS), confrontando i risultati clinici nei pazienti sottoposti all'intervento con quelli nei pazienti che poi hanno solo continuato la terapia farmacologica.
Hanno constatato che il gruppo sottoposto a DBS presenta meno fluttuazioni motorie e periodi in OFF oppure in ON con discinesie significantivamente più brevi; inoltre, le discinesie sono meno invalidanti ed i punteggi relativi alla capacità di svolgere le attività quotidiane sono migliori.  
I due gruppi hanno presentato una progressione della sintomatologia motoria e cognitiva/comportamentale sovrapponibile, tranne per il linguaggio che è significamente peggiore nel gruppo sottoposto a DBS

 

Merola e coll J Neurol Neurosurg Psychiatry online 11 luglio 2013

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