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Gli inibitori p53 sono potenti neuroprotettori

La pifitrina alfa e Z-1-117 preservano i neuroni dopaminergici e la funzione motoria in un modello animale di malattia di Parkinson

Studi sperimentali continuano a produrre dati che supportano la teoria, in base alla quale nella malattia di Parkinson i neuroni muoiono in seguito ad un processo chiamato apoptosi. P53 è una proteina intracellulare che scatena una cascata di eventi biochimici che conduce all?apoptosi. E? stato rilevato un aumento di P53 in diverse malattie neurodegenerative. Tra i nuovi analoghi del tetraidrobenzotiazolo che sono stati sintetizzati e testati, due si sono rivelati essere potenti inibitori della proteina P53. In un modello sperimentale della malattia di Parkinson nel topo, il trattamento per via peritoneale con pifitrina-alfa o Z-1-117 ha determinato un miglioramento della funzione motoria, ha ridotto il danno ai neuroni dopaminergici nigrostriatali ed ha ridotto la deplezione di dopamina. Qualora questi risultati vengano confermati, essi identificano una nuova modalità di trattamento per la malattia di Parkinson ed altre malattie neurodegenerative

Duan W et al. Ann Neurol 2002; 52: 597-606

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Un lascito testamentario per un futuro senza Parkinson
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