E’ noto che la malattia di Parkinson è caratterizzata da una fase prodromica con sintomatologia non motoria e modeste alterazioni a livello motorio incluse modificazioni del cammino che può durare anche anni; mentre queste modificazioni motorie sono state descritte nella popolazione a rischio di malattia, ad esempio persone con alterazioni del sonno, poco sappiamo riguardo alla popolazione generale e per quelle persone asintomatiche che poi svilupperanno successivamente la malattia di Parkinson. L’impiego di dispositivi indossabili, in questo caso un accelerometro fissato al polso, permette di identificare alterazioni dei parametri del cammino così minime che altrimenti sfuggirebbero all’esame clinico tradizionale. Queste tecnologie sono oggi accessibili, economiche e poco invasive e permettono di raccogliere dati nella vita di tutti i giorni. L’interesse dello studio deriva sia dall’ampiezza del campione esaminato che dal fatto che i dati sono raccolti nello svolgimento della vita di tutti i giorni; sono stati esaminati i dati di 73.413 persone che hanno partecipato alla raccolta dati della UK Biobank, uno enorme studio di coorte che ha raccolto e messo a disposizione dei ricercatori i dati di più di 500.000 individui reclutati tra il 2006 e il 2010.
Sono stati esaminati i dati raccolti solo dalle persone che avevano indossato l’accelerometro per almeno 5 giorni nel periodo tra il 2013 ed il 2015. Cosa hanno rilevato i ricercatori? Hanno analizzato i dati paragonando quelli provenienti dalle persone che in seguito hanno sviluppato la malattia di Parkinson rispetto a quelli di chi chi non l’ha sviluppata, non solo contando il numero di passi ma valutando altri parametri del cammino, ed il risultato è stato significativo per 5 parametri. In chi ha sviluppato la malattia si osserva che:
- vengono fatti meno passi al giorno, ed il numero si riduce man mano che ci si avvicina al momento della diagnosi
- la massima velocità del passo è ridotta, le persone non riescono quindi ad accelerare il passo se necessario
- riduzione dei movimenti pendolari delle braccia
- un ritmo del passo è più uniforme, come se fosse difficile modificarlo se le circostanze lo richiedono
- le distanze percorse nelle singole passeggiate divengono più corte
Il ridotto pendolarismo delle braccia è il sintomo di più precoce comparsa, sino a 6.8 anni prima della diagnosi.
Il cammino è un movimento estremamente complesso e non stupisce quindi che posa essere precocemente alterato anche se in modo impercettibile. Si tratta naturalmente solo di osservazioni, non di uno strumento diagnostico, ma identificare fasi precoci di malattia è importante anche alla luce dello sviluppo di farmaci che arrestino la malattia e permettere ai clinici di intervenire il prima possibile.
FONTI: Pelicioni, P.H.S., Waller, S., Chan, L. et al. Real-world gait changes preceding Parkinson’s disease diagnosis in a population-scale UK biobank cohort. J Neural Transm (2026). https://doi.org/10.1007/s00702-026-03256-3


