Le modifiche del microbiota intestinale potrebbero avere un ruolo nello sviluppo e nella progressione della malattia di Parkinson. Per questo motivo da qualche anno, la ricerca sta studiando nuove strategie mirate a cambiamenti della flora intestinale, come il trapianto di microbiota fecale. Ricordiamo che il microbiota è l’insieme dei batteri che compongono il nostro intestino.
Questo è uno studio clinico randomizzato, controllato con placebo e in doppio cieco, dove i partecipanti vengono divisi in due gruppi, un gruppo riceve il vero trattamento mentre un altro gruppo riceve il placebo, e l’assegnazione del trattamento è casuale, né i partecipanti né i medici sanno chi riceve il trattamento e chi il placebo.
Lo studio è stato condotto presso l’Università di Varsavia, ha valutato se il trapianto di microbiota fecale possa migliorare:
- i sintomi motori del Parkinson (misurati con la scala MDS-UPDRS Parte III)
- i sintomi non motori (come disturbi cognitivi, gastrointestinali e qualità di vita)
Tra le scale utilizzate per la valutazione:
- scale dei sintomi non motori
- qualità di vita (EuroQol-5D e questionari specifici Parkinson)
- funzione cognitiva (MoCA)
- complicanze della terapia
- disturbi gastrointestinali e stipsi
- dose equivalente di levodopa
I pazienti sono stati divisi in modo casuale in due gruppi (rapporto 1:1): il primo gruppo ha ricevuto un microbiota fecale da donatore selezionato, mentre il gruppo placebo ha ricevuto microbiota preparato dalle proprie feci (auto-trapianto). Il trapianto è stato eseguito tramite colonscopia.
Le valutazioni sono state effettuate in un periodo di 12 mesi: al tempo T0 prima del trattamento poi seguiti per un follow up di 1, 3, 6 e 12 mesi. Sono stati inclusi 59 pazienti: 28 nel gruppo trattamento (età media di 65 anni) 31 nel gruppo placebo (età media di 63 anni).
Dai risultati è merso che dopo 12 mesi i pazienti che hanno ricevuto il trapianto di microbiota non hanno mostrato un miglioramento dei sintomi motori rispetto al placebo. Sono stati però osservati miglioramenti in alcuni sintomi non motori in diversi momenti, suggerendo un possibile effetto sull’asse intestino-cervello, e un miglioramento soprattutto della qualità di vita dei pazienti.
È un risultato importante perché rafforza l’idea che l’intestino e il cervello siano collegati e che il microbioma possa influenzare il benessere globale della persona con Parkinson.
Il trapianto di microbiota è una strada di ricerca promettente, tuttavia servono studi più ampi con protocolli specifici e un monitoraggio nel tempo per valutare l’efficacia.
CONSIGLIO NUTRIZIONALE
Nutrire il microbiota con cibi ricchi in fibre e alimenti fermentati aiuta a mantenere un benessere intestinale.
Si può modificare il microbiota variando la nostra dieta:
- cercare di mantenere una dieta varia ricca in fibre, garantendo il corretto apporto di fibre (almeno una porzione di alimenti integrali al giorno, almeno 2 porzioni di verdura ai pasti principali e 3 porzioni di frutta durante la giornata);
- in aggiunta consumare alimenti ricchi di probiotici naturali come il kefir o yogurt ricco di probiotici.
Per variazioni più considerevoli si possono assumere integratore ricchi di probiotici; parlarne prima col tuo medico o nutrizionista può essere utile per scegliere il prodotto con un ceppo specifico in base ai tuoi sintomi, la dose corretta da assumere e il tempo di assunzione.
FONTI: Figura M, et al. Safety and Efficacy of Fecal Microbiota Transplantation in Alleviating Symptoms of Parkinson's Disease: A Randomized, Placebo-Controlled, Double-Blinded Study. Ann Neurol. 2026 Feb 12.





