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INFORMATIVA RESA AI SENSI DELL’ART. 13 DEL REGOLAMENTO EUROPEO 2016/679


PREMESSE

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www.parkinson.it

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IL "TITOLARE" ED IL "RESPONSABILE" DEL TRATTAMENTO

A seguito della consultazione di questo sito possono essere trattati dati relativi a persone identificate o identificabili.
Il "Titolare" del loro trattamento è la Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson, che ha sede in Milano (Italia), via Zuretti n.35, 20125– Milano.
L'elenco aggiornato dei Responsabili è disponibile presso la sede del Titolare.

LUOGO DI TRATTAMENTO DEI DATI

I trattamenti connessi ai servizi web di questo sito saranno effettuati direttamente dall’organizzazione del Titolare presso la propria sede, mediante l’ausilio dei propri Incaricati e Responsabili del trattamento, ovvero per il tramite di soggetti terzi (ad es. imprese e/o società di servizi informatici, imbustamento e postalizzazione), all’uopo nominati Responsabili del trattamento, in conformità con quanto previsto all’art. 28 del Regolamento Europeo 2016/679, ciascuno esclusivamente per le attività di propria competenza svolte, per conto del Titolare.
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MODALITA’ DEL TRATTAMENTO

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L'avvio del cammino è dopamino dipendente

Chiarita la natura di un fattore di rischio per caduta

È noto che i pazienti parkinsoniani sono ad alto rischio di caduta, un evento frequente che compromette la qualità di vita e li espone a conseguenze anche gravi, come fratture, allettamento, perdita di autonomia, ecc. Uno dei fattori che contribuisce al rischio è l’instabilità posturale al momento dell’avvio del cammino, dovuta alla difficoltà di eseguire aggiustamenti della postura in preparazione per i cambiamenti della posizione del corpo che comporta il cammino. Finora questo fattore non era stato studiato approfonditamente e non si sapeva se era dovuto alla carenza di dopamina oppure no e se differisce in base alle caratteristiche antropometriche (altezza, peso, corporatura).

In questo studio sono stati presi in esame 26 pazienti parkinsoniani in grado di avviare il cammino senza assistenza e senza fluttuazioni motorie o freezing della marcia, e 27 controlli sani di pari età. Tutti i soggetti sono stati valutati al mattino senza assunzione di farmaci al risveglio. Un sottogruppo di 13 pazienti è stato valutato anche 1 ora dopo l’assunzione di un preparato di levodopa/benserazide a rapido rilascio.

Ai pazienti è stato chiesto di iniziare a camminare mentre venivano registrati numerosi parametri nel Laboratorio per l’analisi elettronica del cammino, nonché di sottoporsi alla raccolta di immagini del cervello tramite FP-CIT e SPECT DATScan.

Sono stati individuati numerosi parametri relativi all’avvio del cammino che differivano notevolmente tra pazienti parkinsoniani e soggetti sani, quali riduzione della lunghezza e velocità del passo, nonché riduzione della velocità di spostamento del centro per l’equilibrio. L’entità delle alterazioni era proporzionale alla quantità di neuroni dopaminergici rimanenti e le alterazioni sono state migliorate dall’assunzione di levodopa. I risultati non sono stati influenzati dai parametri antropometrici.

Lo studio fa parte di una linea di ricerca sponsorizzata dalla Fondazione Grigioni e finalizzata allo studio dei problemi di equilibrio e cammino nella malattia di Parkinson, ed in particolare alla prevenzione delle cadute.

 

Fonte: Palmisano C e coll   Frontiers in Bioengineering and Biotechnology anno 2020 vol 8: pagine articolo 137

 

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Un lascito testamentario per un futuro senza Parkinson