fbpx
Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
Italian English French German Spanish

Studio a lungo termine con il fattore di crescita GDNF nel Parkinson

alberoRisultati controversi

I fattori di crescita come GDNF (=fattore neutrotropico derivato dalla linea cellulare gliale ovvero le cellule di supporto ai neuroni, le cellule nervose responsabili per le funzioni nervose) sono in grado di esplicare effetti neuroprotettivi in provetta. Studi clinici precedenti sul loro uso in pazienti parkinsoniani sono stati deludenti (vedere notizie precedenti sul sito, questo link e questo link).

Ora ricercatori inglesi e canadesi hanno pubblicato i risultati di uno studio controllato contro placebo con assegnazione casuale del trattamento, condotto in condizioni di doppia cecità (nè i pazienti, né i medici valutatori sapevano chi era stato assegnato a che cosa) per 40 settimane, nonché una ulteriore estensione per altre 40 settimane, in cui tutti hanno ricevuto GDNF e sapevano di riceverlo. Sono stati inclusi 41 pazienti parkinsoniani aventi 35-75 anni di età, sintomatologia parkinsoniana da almeno 5 anni, stadio Hoehn & Yahr 2-3, punteggio UPDRS motorio 25-45) e fluttuazioni motorie. GDNF è stato somministrato bilateralmente (120 mcg per lato) ogni 4 settimane ambulatoriamente per 40 settimane tramite un device per la somministrazione impiantato chirurgicamente per permettere infusioni in nucleo basale del cervello, il putamen.
Lo studio e la sua estensione hanno dimostrato la sicurezza e buona tollerabilità del metodo per la somministrazione, dato che non vi sono stati eventi avversi correlati alla somministrazione di GDNF.
Tuttavia, non è stata dimostrata la efficacia di GDNF perché il parametro primario per la valutazione della efficacia (riduzione percentuale del punteggio UPDRS motorio in OFF, in cui il paziente non risponde alla terapia farmacologica) non era significativamente diverso nel gruppo trattato con GDNF rispetto al gruppo placebo alla settimana 40 (-17,3% rispetto a -11,8% p=0.41). Anche gli altri parametri secondari di efficacia non erano significativamente diversi. Tuttavia, sono stati osservati miglioramenti clinicamente significativi pari a 10 punti UPDRS-III o più in 9 pazienti (43%) assegnati al gruppo trattato con GDNF e immagini del cervello acquisite tramite 18F-dopa PET hanno documentato una assunzione significativamente superiore del tracciante nel putamen a documentazione di aumento dell’attività dopaminergica, che non è stata osservata nel gruppo placebo (p<0.0001 da entrambi i lati)
Alla fine della estensione a 80 settimane è stato documentato un miglioramento del punteggio UPDRS III rispetto al basale del 26,7% nei pazienti trattati fin dall’inizio con GDNF e del 27,6% nel gruppo placebo. Anche gli altri parametri di efficacia non presentavano differenze. L’entità dei miglioramenti corrisponde a quanto è stato osservato ripetutamente in altri studi con il placebo. Pertanto i miglioramenti in questo gruppo potrebbero essere  temporanei perché i pazienti sono convinti di ricevere una terapia efficace.
Tuttavia, vi è anche l’ipotesi che la mancanza di efficacia potrebbe essere dovuta al fatto che sono state dosi relativamente basse. Nel frattempo sono stati completati studi che documentano la sicurezza di concentrazioni più elevate, rendendo fattibili ulteriori studi con dosi più elevate.

 

Fonti: Whone AL e coll Brain 2019; 142: 512-525 e Whone AL e coll J Parkinson’s disease online 26 febbraio 2019

Pin It
Un lascito testamentario per un futuro senza Parkinson
Non vuoi ricevere il materiale a casa ma vuoi rimanere informato?
ISCRIVITI SOLO ALLE NEWSLETTER !