La disfagia, cioè la difficoltà a deglutire, è un problema frequente nelle persone con malattia di Parkinson. Può comparire con il progredire della malattia e rendere più difficile mangiare e bere in sicurezza.
Quando la deglutizione non funziona correttamente possono comparire complicazioni importanti, tra cui: malnutrizione, disidratazione e polmonite ab ingestis, cioè una polmonite causata dal passaggio di cibo o liquidi nelle vie respiratorie.
Una recente ricerca internazionale ha analizzato quanto spesso la disfagia venga diagnosticata e trattata nelle persone con Parkinson.
Lo studio ha analizzato i dati di oltre 2000 persone con malattia di Parkinson presenti nel database sanitario statunitense “All of Us”.
I risultati mostrano che solo il 23,8% dei pazienti ha effettuato una valutazione della deglutizione, l’11% è stato diagnosticato con disfagia orofaringea e la maggior parte delle persone con disfagia aveva più di 65 anni.
Questi dati suggeriscono che la disfagia potrebbe essere sottodiagnosticata, perché non tutti i pazienti vengono valutati con test specifici.
Tra i pazienti con disfagia diagnosticata, solo circa un quarto (26%) ha ricevuto una terapia della deglutizione.
La terapia, generalmente seguita da logopedisti specializzati, può includere:
- esercizi per rafforzare i muscoli della deglutizione
- tecniche per mangiare e bere in sicurezza
- adattamenti della consistenza degli alimenti
- strategie posturali durante i pasti
Questo tipo di intervento può ridurre il rischio di complicanze e migliorare la qualità della vita.
Lo studio ha evidenziato che le complicazioni della disfagia non sono rare. Tra le persone con Parkinson e disfagia sono stati osservati: malnutrizione nel 19,9% dei pazienti e polmonite ab ingestis nell’11,3% dei pazienti.
Queste condizioni possono avere un impatto importante sulla salute generale e sull’autonomia della persona.
La disfagia spesso non viene riconosciuta subito perché i sintomi possono essere inizialmente lievi. Tra i segnali da non sottovalutare ci sono: tosse durante i pasti, sensazione di cibo che rimane in gola, difficoltà a deglutire alcuni alimenti, perdita di peso non intenzionale e infezioni respiratorie ricorrenti
Quando questi sintomi compaiono è importante parlarne con il neurologo o con il medico curante.
CONSIGLIO NUTRIZIONALE
La gestione della disfagia dovrebbe essere parte integrante della cura della malattia di Parkinson. Un approccio multidisciplinare può aiutare a prevenire malnutrizione, complicanze respiratorie e perdita di peso, migliorando la qualità della vita.
Quando è presente disfagia, alcune strategie alimentari possono aiutare a mangiare e bere in modo più sicuro.
Per i liquidi:
in caso di difficoltà a deglutire acqua o bevande, può essere utile utilizzare acqua gelificata o addensanti. Gli addensanti sono polveri inodore e incolore che si aggiungono ai liquidi per renderli più densi e quindi più facili da deglutire in sicurezza.
Per gli alimenti solidi:
può essere utile seguire una dieta morbida, con alimenti facili da masticare e deglutire. In alcuni casi può essere preferibile mangiare con il cucchiaio (per esempio: purè di patate o di verdure, minestre dense, budini o creme, yogurt, frutta frullata o mousse di frutta), per controllare meglio le quantità e facilitare la deglutizione.
Per adattare la consistenza degli alimenti e dei liquidi in modo corretto si possono seguire le indicazioni della scala IDDSI (International Dysphagia Diet Standardisation Initiative), un sistema internazionale utilizzato nella gestione della disfagia.

Scala IDDSI: classificazione internazionale delle consistenze di alimenti e liquidi utilizzata nella gestione della disfagia.
La scala IDDSI serve per rendere i pasti più sicuri, riducendo il rischio che cibo o liquidi entrino nelle vie respiratorie.
In modo semplice, la scala divide liquidi e alimenti in diversi livelli, dal più liquido al più solido, aiutando i professionisti sanitari a scegliere la consistenza più adatta per le persone con difficoltà di deglutizione.
In caso di difficoltà a mangiare o perdita di peso è importante chiedere il supporto di un nutrizionista, per garantire un’alimentazione adeguata ai propri fabbisogni.
FONTI:
Liu V, et al. Oropharyngeal Dysphagia in Parkinson's Disease: An Analysis of Prevalence, Swallow Therapy Utilization, and Complication Rates. Laryngoscope Investig Otolaryngol. 2026 Feb 26;11(2):e70366.
Cichero JA, et al. Development of International Terminology and Definitions for Texture-Modified Foods and Thickened Fluids Used in Dysphagia Management: The IDDSI Framework. Dysphagia. 2017 Apr;32(2):293-314. doi: 10.1007/s00455-016-9758-y. Epub 2016 Dec 2. PMID: 27913916; PMCID: PMC5380696.



