Nuove linee guida per il trattamento nutrizionale della malattia di Parkinson

Il nostro gruppo di ricerca, con il supporto di Fondazione Pezzoli, ha recentemente pubblicato un importante lavoro scientifico dedicato alle nuove linee guida nutrizionali per la gestione della malattia di Parkinson. A distanza di 15 anni dalla realizzazione delle prime indicazioni nutrizionali a struttura piramidale per questa patologia, il modello è stato completamente aggiornato e ampliato sulla base delle più recenti evidenze scientifiche. Oggi, sappiamo che la nutrizione non rappresenta semplicemente un supporto, ma una parte integrante della terapia, al pari dei farmaci e della riabilitazione. L’obiettivo è mantenere un adeguato stato nutrizionale, preservare la massa e la forza muscolare, migliorare la qualità di vita e ottimizzare l’efficacia delle terapie farmacologiche. Il nuovo modello a struttura piramidale tridimensionale propone una gestione nutrizionale progressiva della malattia di Parkinson:

Alla base della piramide si colloca la dieta mediterranea, che rappresenta il fondamento del trattamento nutrizionale in tutti i pazienti con Parkinson che non assumono la Levodopa. L’alimentazione deve essere equilibrata e fornire indicativamente il 55% delle calorie dai carboidrati, il 15% dalle proteine e il 25-30% dai grassi, privilegiando gli acidi grassi insaturi, in particolare gli omega-3 (EPA e DHA). Particolare attenzione deve essere riservata al mantenimento di una regolare attività fisica e al benessere intestinale, con un focus sul microbiota. L’apporto proteico raccomandato è di circa 0,8-1 g/kg di peso corporeo al giorno, mentre l’introito di fibre dovrebbe essere compreso tra 30 e 35 g/die. Un elemento fondamentale di questa fase è il mantenimento di una corretta idratazione, con un’assunzione di liquidi di almeno 1.500 mL al giorno, al fine di prevenire disidratazione e stipsi.

Il gradino successivo della piramide prevede la dieta a ridistribuzione proteica, una strategia utilizzata soprattutto nei pazienti che assumono la levodopa che presentano fluttuazioni motorie. La levodopa,  il gold standard della terapia farmacologica, utilizza gli stessi sistemi di trasporto delle proteine alimentari per essere assorbita; di conseguenza, se assunta insieme a pasti ricchi di proteine, la sua efficacia può ridursi. Per questo motivo si raccomanda, quando possibile e secondo indicazione del neurologo, di assumere la levodopa circa 30 minuti prima dei pasti, favorendone così un assorbimento ottimale. Pertanto, colazione e pranzo sono caratterizzati da un ridotto contenuto proteico, mentre la maggior parte delle proteine viene concentrata a cena. Per ridurre ulteriormente la competizione con la levodopa ci sono prodotti aproteici con un ridotto contenuto di proteine. Quando la sola alimentazione non è più sufficiente a coprire i fabbisogni energetici e nutrizionali, allo step successivo sono presenti i  supplementi nutrizionali orali (Oral Nutritional Supplements – ONS), prodotti ad elevata densità energetica.

Con la progressione della malattia può comparire uno dei sintomi motori maggiormente descritti come la disfagia, che aumenta il rischio di aspirazione e di polmoniti. In questa fase si introducono alimenti a consistenza modificata e liquidi addensati, adattati alle capacità di deglutizione del paziente, per garantire un’alimentazione sicura e un adeguato apporto nutrizionale. Al vertice della piramide si trova la nutrizione enterale, generalmente mediante PEG (gastrostomia endoscopica percutanea), indicata nei pazienti con disfagia severa, impossibilità ad assumere una quantità sufficiente di alimenti per via orale oppure con elevato rischio di malnutrizione o aspirazione. Si tratta dell’intervento nutrizionale più intensivo, riservato agli stadi avanzati della malattia.

Accanto alla struttura principale, la piramide tridimensionale evidenzia alcune raccomandazioni per la gestione dei diversi sintomi come disfagia, stipsi, sarcopenia e rischio di malnutrizione. Per la gestione della stipsi, uno dei sintomi non motori più frequenti, la piramide raccomanda  l’impiego di prebiotici e probiotici, associato a un adeguato apporto di fibre e liquidi, per favorire la regolarità intestinale e mantenere un microbiota in equilibrio. In presenza di malnutrizione è indicato incrementare l’apporto energetico e proteico mediante alimenti ad alta densità calorica e proteica e supplementi contenenti proteine del siero del latte (whey), leucina, vitamina D e β-idrossi-β-metilbutirrato (HMB), particolarmente utili nel contrastare la perdita di massa muscolare.

Ai lati della figura è presente l’indicazione ad una valutazione periodica dello stato nutrizionale, comprendente misure antropometriche quali peso corporeo, indice di massa corporea (BMI), circonferenza del polpaccio e del braccio, valutazione della composizione corporea (quando disponibile mediante bioimpedenziometria o DXA), forza di presa della mano (handgrip) e valutazione della sarcopenia. Tra gli strumenti di screening riportati figurano diverse scale validate, tra cui il Mini Nutritional Assessment (MNA), il MUST e strumenti specifici per la valutazione della disfagia, della scialorrea e della stipsi (SDQ, SCS e i criteri di Roma III).

Infine, nella parte superiore della figura, nell’ottica di prevenire o rallentare il deterioramento cognitivo, è raccomandata la supplementazione di specifici micronutrienti, quali omega-3, vitamina D, vitamine del gruppo B, colina, selenio e folati, oppure, è consigliata una dieta chetogenica isocalorica, sempre sotto supervisione specialistica.

Nel suo complesso, la piramide rappresenta uno strumento pratico e scientificamente a supporto dei professionisti sanitari; tuttavia, per ogni paziente il trattamento nutrizionale deve essere sempre personalizzato.

 

Figura 1  tratto da Michela Barichella & al. Nutritional Care of Patients with Parkinson’s Disease, Nutrition Reviews, 2026.

FONTI: Barichella M, Cereda E, Macchione MC, Caronni S, Bolliri C, Natale A, Isaias IU, Pezzoli G. Nutritional Care of Patients with Parkinson's Disease. Nutr Rev. 2026 Jun 4:nuag085. doi: 10.1093/nutrit/nuag085. Epub ahead of print. PMID: 42240427.

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